E la Provincia: non sono certo le piante a portare degrado Dopo aver visto il progetto ero molto preoccupata, il verde è un bene preziosissimo Se lintervento è come quello di via Orefici allora bisogna temere il peggio La piazza della discordia: contro labbattimento degli alberi di piazza Minghetti si schierano semplici cittadini, urbanisti e politici, mentre la soprintendenza difende il progetto. Sul web corre la rabbia di chi amava i fiori rosa della magnolia e laspetto un po romantico delle aiuole. Ma ieri sera un nuovo summit dei tecnici di Coopcostruzioni e Cesi, con larchitetto Roberto Gresleri (figlio di Glauco) e Mario Nanni di Viabizzuno confermava le intenzioni dei progettisti. «Vogliamo lasciare alberi monumento, senza tutte le piantine che li soffocavano - spiega Gresleri - poi saranno illuminati artisticamente da faretti e lampioni disegnati da Mario Nanni». Ma la protesta cresce. «Bisogna aspettare di vedere la piazza finita, ma se questo intervento appartiene alla serie dei progetti di abbellimento di cui fa parte anche via Orefici, temo che andiamo incontro a una dequalificazione - dice lurbanista Pier Luigi Cervellati - il risultato ottenuto finora con i ciliegi e le sedute della strada del centro mi fa teme il peggio. Oltre al fatto che le piante di lillà e la magnolia di piazza Minghetti erano presenze arboree storicizzate, la piazza è frutto di uno sventramento tardo ottocentesco e andava rispettata nella sua identità». Cera anche chi aveva già "messo in guardia" gli assessori con messaggi via Facebook il giorno della presentazione del progetto. Come Anna Maria Brandinelli, ex direttrice di Sala Borsa, che ieri si diceva "indignata". «Gli alberi in una città come Bologna sono preziosissimi, io in piazza Minghetti ci abitavo da studentessa ed ero molto preoccupata dopo aver visto il progetto - dice Brandinelli - qualcuno ha mai provato a sedersi allombra di una siepe di bosso?» Anche lassessore provinciale allambiente Emanuele Burgin, pur non entrando nella polemica politica («Questa vicenda ricade nelle competenze del verde urbano di Bologna») constata da ecologista che «Il disordine di piazza Minghetti, cui si vuole metter mano con lintervento, a tante cose era dovuto ma non agli alberi». Ma larchitetto Paola Grifoni, soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, spiega le ragioni che lhanno spinta ad autorizzare labbattimento delle piante. «Il progetto complessivo serve per risistemare la piazza che in qualche modo era cresciuta "spontaneamente" - dice Grifoni - le piantumazioni non erano state studiate in modo organico e coprivano i prospetti degli edifici. La revisione dellapparato arboreo e vegetativo va di pari passo con un miglioramento degli arredi e delle strade. Anche in altri casi abbiamo autorizzato labbattimento di alberi, anche nei giardini storici, quando non previsti nel progetto iniziale. Spesso è il caso degli abeti argentati». In questo caso però si tratta di una magnolia cui i bolognesi sembravano molto affezionati, almeno a giudicare dai commenti che hanno letteralmente invaso il web. «Scelta demenziale - scrive Tiziana Brancato al sindaco Virginio Merola sul suo profilo Facebook - il fatto che labbia fatta la giunta precedente non significa che quella attuale debba avvallarla. Rivogliamo gli alberi, grazie». Cè anche chi, come Raffaella Costi, si chiede se non ci sia «una violazione di legge nellabbattimento degli alberi» e chi si lamenta per la perdita del «mio primo giardino». «Ancora qualche volta, raggiungendo il centro, mi fermavo su una panchina del giardino - scrive alberti47 sul sito Repubblica Bologna. it - ma adesso non ci passerò più!». Molti commenti sono rivolti alla prospettiva di sostare su panchine «gelide dinverno e roventi destate». «Chissà che goduria, sedersi su una panchina senza ombra, col riverbero delle lastre della pavimentazione», scrive un lettore, mentre cè chi sceglie lironia: «Visto che abbiamo avuto le Gocce in piazza Re Enzo, poteva anche andarci peggio!».