Palazzo del ghiaccio e magazzini: stesse vocazioni, nuove destinazioni duso Nel 1899 vengono inaugurate le celle frigorifere dove si conservano le derrate alimentari, nel 1923 apre lo spazio destinato al pattinaggio Qui venivano tenute al fresco le derrate alimentari arrivate allo scalo merci di Porta Vittoria e destinate ai banchi del mercato ortofrutticolo La società di servizi che gestisce il complesso è specializzata nella gestione, nella valorizzazione e conservazione dei beni culturali Le celle sono state trasformate nel più grande caveau privato dItalia, ottomila metri quadrati con 150 camere blindate Stoccato a blocchi nelle celle frigorifere per conservare le derrate alimentari provenienti dal vicino scalo merci di Porta Vittoria e destinate allOrtomercato, o disteso in una scintillante pista di pattinaggio, il ghiaccio ha sempre accompagnato la storia di via Piranesi. In principio furono i Magazzini refrigeranti e ghiaccio Gondrand Mangili, nati nel 1899 e conosciuti in città come Frigoriferi Milanesi. Il volume "Cosa cè in frigo?" curato dallo studio di architettura 51AA che ha firmato il restauro tra il 2002 e il 2009, definisce il complesso «un pesante edificio utilitaristico in pietra e mattoni che spunta da terra, in forma di parallelepipedo, al limite geografico della città di Milano di quel tempo. Impostazione solida, muri spessi, aperture a forma di feritoia, con unaltezza di quattro piani e una sobrietà di buon gusto, i Magazzini di via Piranesi non hanno semplicemente un aspetto fiero. Con unallusione diretta, esprimono laudacia economica di Milano, città di banche, dellartigianato tessile di qualità e dellarmeria nel momento in cui la rivoluzione industriale italiana si agita lungo il Po, in Liguria, a Torino e Bologna. Questo pionieristico deposito refrigerato allepoca è uno dei più grandi dEuropa, con i suoi 30mila metri quadrati». Nel 1923, al lato est della struttura viene affiancato il Palazzo del ghiaccio, voluto dal conte Alberto Bonacossa, più volte campione nazionale di pattinaggio artistico e presidente della Società dei pattinatori di Milano. La palazzina in stile Liberty, concepita dagli ingegneri Sandro Carnelli, Carlo Banfi ed Ettore Redaelli, riprende larchetipo del circo classico, dotato di una pista centrale delimitata dalle tribune circostanti. «Il sorprendente ibrido architettonico del tandem monumentale Frigoriferi Milanesi - Palazzo del ghiaccio è il risultato di una concezione rivoluzionaria per lepoca, quella della costruzione di uno spazio polifunzionale si legge in "Cosa cè in frigo?" Una formula in quel periodo duramente contestata. Il modernismo in voga tra il 1920 e il 1950 ama soprattutto gli edifici indirizzati a ununica funzione, senza miscugli di competenze». La vocazione di struttura dalle molteplici attività è tuttora mantenuta in via Piranesi, dove oggi ha sede Open Care, società specializzata nella gestione, valorizzazione e conservazione del patrimonio artistico pubblico e privato. «Cerchiamo di far rivivere questi enormi spazi, passando dal restauro di mobili antichi, arazzi e tappeti nei nostri laboratori allorganizzazione di sfilate di moda, congressi e mostre spiega Francesco Cataluccio, responsabile dei programmi culturali di Frigoriferi Milanesi, marchio che Open Care ha voluto mantenere per sottolineare il proprio stretto legame con la storia cittadina Nella struttura ospitiamo poi altre realtà, come Greenpeace, Slow Food, lo Sportello per larte contemporanea della Sicilia, studi di design e architettura. Senza dimenticare lattività underground». Il vero cuore del complesso di Frigoriferi Milanesi è infatti rimasto sottoterra, dove le celle frigorifere sono state trasformate nel più grande caveau privato dItalia, con una superficie di ottomila metri quadrati e 150 camere blindate. «Negli anni 50, quando gli elettrodomestici entrarono nelle case degli italiani e resero superflua la conservazione degli alimenti in questo deposito, i Frigoriferi divennero il luogo dove custodire e portare a restaurare le pellicce e i tappeti della Milano bene racconta Rossella Tripodi di Open Care Questa funzione è stata mantenuta fino ad oggi. Qui custodiamo opere darte, documenti antichi e tutti gli oggetti che necessitino di particolare protezione». Restituendoli allantico splendore nei sofisticati laboratori di restauro. In via Piranesi sono passati il mantello indossato da Napoleone per lincoronazione a Milano, ripulito con i laser dai tecnici del reparto arazzi, e gran parte degli arredi di villa Necchi Campiglio, proprietà del Fai. Le vecchie sale di refrigerazione in una si vede ancora il carroponte che serviva per spostare i blocchi di ghiaccio oggi ospitano macchinari estremamente sofisticati. Come quelli dellAssociazione per il restauro degli antichi strumenti scientifici: «Attualmente siamo impegnati nel recupero di un telescopio utilizzato da astronomi del calibro di Giovanni Schiaparelli e Margherita Hack sottolinea Vittorio Giorgi, uno dei volontari In un certo senso i Frigoriferi si occupano ancora di conservazione». Il Palazzo del ghiaccio, invece, dal 2002 è diventato uno spazio eventi con tanto di zona lounge, bar e sala conferenze dove un tempo cerano le tribune. A richiamare il passato è rimasta solo la particolare resina bianca "effetto ghiaccio" usata per verniciare il pavimento, sotto al quale sono comunque rimaste le serpentine di raffreddamento che permetterebbero di ricreare alloccorrenza la pista di pattinaggio. «Nel corso degli anni è stato cornice di importanti appuntamenti sportivi, ma anche artistici, come il primo Festival del rock, nel 1957, con le performance di Celentano, Jannacci e Gaber conclude Cataluccio Rappresenta uno dei tesori della nostra città, anche se chi passa da via Piranesi non lo vede, perché nascosto da edifici più moderni. Daltra parte è tipico di Milano celare le proprie bellezze per mostrarle solo agli osservatori più attenti, che sanno dove cercare».
MILANO - I vecchi frigoriferi dove si conserva la storia dellarte
Il Palazzo del ghiaccio e magazzini, noto anche come Frigoriferi Milanesi, è un complesso storico situato a Milano. Fu inaugurato nel 1899 con celle frigorifere per conservare le derrate alimentari e nel 1923 fu aggiunto il Palazzo del ghiaccio, progettato dal conte Alberto Bonacossa e dagli ingegneri Sandro Carnelli, Carlo Banfi ed Ettore Redaelli. Il complesso era uno dei più grandi depositi refrigerati d'Europa e ospitava anche la pista di pattinaggio. Negli anni '50, quando gli elettrodomestici resero superflua la conservazione degli alimenti, i Frigoriferi divennero il luogo dove custodire e restaurare le pellicce e i tappeti della Milano bene.
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