MARTEDÌ 02 AGOSTO 2011 Cultura a rischio - I potenziali mecenati non hanno che l'imbarazzo della scelta: l'ex Politeama e il complesso di San Lazzaro sono tra le principali urgenze indicate dagli esperti Gli "Amici di Como" hanno permesso di recuperare la fontana di viale Geno. Tra le priorità quella di Camerlata Lo storico cinema-teatro Politeama o la splendida chiesa di San Donnino. Oppure la fontana razionalista di piazza di Camerlata e il vicino complesso di San Lazzaro. Sono i monumenti e luoghi comaschi che i principali interlocutori del mondo della cultura cittadina vorrebbero veder tornare agli antichi fasti se anche il Lario venisse investito dall'ondata di neomecenatismo che si sta affermando in alcune grandi città, come dimostrato dalla scelta degli imprenditori Diego Della Valle e Renzo Rosso di ristrutturare a loro spese, rispettivamente, il Colosseo e il Ponte di Rialto. «Finalmente in Italia ci si rende conto che l'investimento nella cultura è il minor spreco possibile - commenta l'assessore Sergio Gaddi, secondo il quale è assolutamente auspicabile l'intervento di privati cittadini che decidano di mettere la loro fama e la loro disponibilità economica al servizio della città. «Al tempo stesso, però, non si può pretendere di trasformare l'intervento in un totem pubblicitario: la contropartita, dev'essere discreta precisa Gaddi Un conto è ricordare lo sponsor che ha permesso la ristrutturazione con una targa, un altro è mettere un manifesto sulla facciata, ad esempio, della Casa del Fascio». Nessuna svendita del patrimonio artistico, insomma, secondo l'assessore. Che, se dovesse scegliere gli interventi prioritari da consigliare a un ipotetico mecenate lariano, non avrebbe dubbi. «Vorrei che si risolvesse la situazione di San Lazzaro conclude O, nell'ottica di migliorare l'esistente, proporrei un'integrale ristrutturazione del chiostrino di Sant'Eufemia». «La mia priorità, da molti anni, è restituire alla cittadinanza il complesso di San Lazzaro gli fa eco il soprintendente regionale Alberto Artioli che però, pur essendo favorevole all'ingresso di privati nel salvataggio dell'arte italiana, non si fa grandi illusioni Per esperienza, ho visto che rivolgersi agli industriali o alla società civile non ha mai dato grandi esiti. Abbiamo avuto l'esperienza del restauro del Duomo negli anni '90 e il lungolago di Como allestito da Gianluca Zambrotta, di recente». Proprio il calciatore milanista e il suo tappeto di erba sintetica sul cantiere delle paratie potrebbero essere l'esempio da seguire per i privati. Tra i mecenati degni di nota, non si possono non citare gli "Amici di Como", che inizialmente si proposero proprio per la passeggiata provvisoria. «Da sempre c'è questa mentalità tra i nostri 110 associati spiega il presidente, Silvio Santambrogio L'unione fa la forza e permette cose impensabili per un solo privato, ma che danno grandi soddisfazioni, come il restauro della fontana di viale Geno o il programma triennale che intendiamo presentare per il verde pubblico di Como». Unirsi per tutelare il verde, la cultura e l'arte è da sempre anche lo scopo del Fai, Fondo Ambiente Italiano, i cui associati si impegnano a tutelare e rendere vivo il patrimonio di giardini e ville. «A loro va aggiunta la folta schiera di privati, i Golden Donor, che annualmente ci danno un sostegno economico per mantenere i nostri beni spiega la presidente del Fai Lombardia, la comasca Anna Gastel, anche lei favorevole all'ingresso di privati nella tutela dell'arte è un po' come il discorso delle aiuole pubbliche: meglio avere uno spazio tenuto bene piuttosto che infestato. Basta che il cartello pubblicitario, poi, non nasconda l'aiuola». La possibilità di veder rinascere il patrimonio artistico e paesaggistico a spese di uno o più privati, insomma, trova gli esperti comaschi decisamente favorevoli. A dividerli, semmai, è la scelta dei monumenti o dei luoghi da restaurare. Se la Gastel, per esempio, punterebbe sul recupero del vecchio cinema-teatro Politeama, l'assessore provinciale alla Cultura, Mario Colombo, vorrebbe aiutare le realtà meno conosciute. «La provincia di Como è caratterizzata da molte ricchezze spesso poco note conclude Colombo in alternativa, mi piacerebbe prevenire, anziché curare, e quindi intervenire sulla fontana razionalista di Cesare Cattaneo e Mario Radice in piazza Camerlata». Alessandra D'Angiò