Oggi l'inaugurazione alla presenza del vescovo, mons. Michele Pennisi Padre Felice accanto alla teca con il reliquario e la pergamena Aidone. Oggi, alle 10,30, nell'antica chiesa di San Lorenzo, verrà inaugurato il museo del «tesoro» di arte sacra. Nel corso della cerimonia, alla quale parteciperà anche il vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, verrà esposto al pubblico un insieme di suppellettili, arredi e paramenti liturgici. «E' con grande soddisfazione - spiega don Felice Oliveri - che attendiamo questo evento, reso possibile grazie all'impegno del direttore del Parco archeologico di Morgantina, Enrico Caruso». L'architetto Caruso, in veste di direttore dei lavori di restauro del tetto della chiesa, sposò l'idea di padre Felice che auspicava la realizzazione di uno spazio dove collocare i vari tesori di arte sacra tra cui il tesoro di San Lorenzo; oltre ad attivarsi per reperire le risorse finanziarie regionali, Caruso ha curato la disposizione delle vetrinette e la collocazione degli arredi sacri. Lo spazio espositivo è diviso in due parti. La prima mette in mostra tra gli altri un paliotto tardo cinquecentesco raffigurante il martirio del Santo, una teca con gli attributi in argento di San Lorenzo (aureola, palma, graticola); inoltre, un pettorale e un baculo processionali. Al centro il «pezzo forte», la teca con la preziosa pergamena di Papa Clemente VII, datata 9 agosto 1531, che accompagna il braccio reliquario in argento di San Lorenzo, anch'esso in mostra, attestante l'autenticità della reliquia al suo interno. La seconda parte è dedicata al «tesoro», ai beni storico-artistici conservati nella chiesa parrocchiale e ad altri beni provenienti da varie chiese cittadine. Tra questi, il pregiato quadro, restaurato, della Madonna delle Grazie del 1618, inoltre un messale proveniente dalla chiesa di Santa Caterina del 1690 e il calice di Sant'Antonio Abate (metà del XVI sec.). Una parure d'oro e pietre preziose con collana e orecchini risalenti alla II metà del XVIII e gli inizi del XIX secolo. Ancora, un piviale in taffetas di seta avorio con la fibula dello stesso periodo, un turibolo architettonico d'argento (fine XV e inizio XVI sec.), i vasa sacra utilizzati nella liturgia: calici, pissidi, patene nonché un crocifisso in argento del 1797. Anche due sportelli lignei dipinti, provenienti dalla chiesa dell'Annunziata, con la data del 1863, ed il nome del donatore, massaro Lorenzo Calcagno. Angela Rita Palermo 09082011