Il Castello di Sperlinga Nicosia. Delusione per il mancato inserimento in graduatoria del progetto per la valorizzazione a fini turistici dei siti rupestri tra Nicosia e Sperlinga che prevedeva una spesa di circa 800 mila euro ed era stato presentato nell'ambito del «Pist di Enna», di cui fa parte lo stesso Comune di Nicosia. Il progetto, denominato «Archeologia e civiltà rupestre nel territorio di Nicosia e Sperlinga», prevedeva una serie di interventi mirati a salvaguardare il grande patrimonio storico e antropologico rappresentato da centinaia di siti rupestri abitati fin dalla preistoria, per i quali si pone adesso sempre più pressante la necessità di trovare i fondi per evitare che scompaiano per sempre. Il progetto prevedeva un lavoro di ricerca e catalogazione di grotte, necropoli, monasteri rupestri e abitazioni al quale avrebbero, poi, dovuto far seguito gli interventi di messa in sicurezza e conservazione di quelli a maggior rischio. Si tratta di un vero e proprio itinerario di luoghi antichissimi che possono attirare studiosi, ricercatori, appassionati e turisti. Tanto nel centro abitato quanto nelle campagne di Nicosia e Sperlinga, infatti, si trovano centinaia di grotte dove sono evidenti i segni della permanenza umana fin dalle epoche più antiche. Una vasta area dove non sono mai state condotte campagne di scavi archeologici né studi antropologici. A rischio sono molte necropoli come anche alcuni eremi bizantini le cui tracce ben visibili fino a pochi anni fa e che vanno scomparendo anche a causa dei dissesti idrogeologici del territorio. Adesso il Comune attende la pubblicazione di nuovi bandi per ripresentare il progetto di messa in sicurezza per quelli più danneggiati. Giu. Mar. 07082011