SI RIMPALLANO malvolentieri le responsabilità ma assicurano che non esiste alcuna polemica. Eppure, svestito dal "politicamente corretto", il botta e risposta andato in scena ieri tra il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e il Comune di Roma segnala quanto bruci ancora «lo scherzo di pessimo gusto» che, domenica pomeriggio, ha costretto a evacuare il Colosseo. Il giorno dopo, la paura di una bomba al Colosseo e il sollievo per la scoperta di un innocuo barattolo di latta lasciano spazio a uno scontro che ha per oggetto le responsabilità per i controlli al Colosseo e gli strumenti utilizzati per garantirne la sicurezza, dai metal detector eliminati alcuni anni fa alle telecamere interne ed esterne che, per Giro, sarebbero «di fatto inutilizzate». E intanto, mentre il sindaco, come promesso, scrive al ministro Giancarlo Galan e al prefetto Giuseppe Pecoraro segnalando «l' urgenza di istituire un tavolo tecnico per conoscere le iniziative intraprese per la tutela del Colosseo e dei monumenti limitrofi», i lavoratori del monumento più famoso d' Italia denunciano come l' Anfiteatro Flavio sia «una terra di nessuno, con gli addetti alla vigilanza sotto organico. Per ogni turno ci sono sette-otto persone, così è impossibile garantire la sicurezza». È bastato, insomma, lo scherzo di un buontempone, il gesto di un mitomane o, peggio, un "test" per verificare i tempi di reazione delle forze dell' ordine a un allarmebomba (le tre ipotesi sulle quali stanno lavorando i magistrati con l' ipotesi di reato di procurato allarme) per accendere i riflettori sui problemi del Colosseo. Problemi ignorati anche da Alemanno che ieri, su Repubblica, si era detto «sconcertato per aver scoperto che non ci sono i metal detector e che le telecamere interne non hanno funzionato». Un' affermazione che «sorprende» Giro. Perché, spiega il sottosegretario, «la Sovrintendenza decise di rimuovere i metal detector perché riteneva che la sicurezza dovesse essere garantita assai prima del perimetro del Colosseo, in tutta l' area circostante, e infatti dovrebbe funzionare un sistema di telecamere del Comune, coordinate da una centrale della municipale che mi dicono, invece, essere di fatto inutilizzata». Un' accusa circostanziata, alla quale risponde il delegato per il sindaco alla Sicurezza, Giorgio Ciardi. Assicura che «le telecamere poste all' esterno del monumento e di competenza di Roma capitale funzionano perfettamente. Per ciò che concerne, invece, l' area dell' Anfiteatro la sorveglianza è di competenza della Sovrintendenza». Replica Giro: «Non ho mai detto che le telecamere del Comune sono spente, ho invece chiesto se funziona la centrale operativa che deve visionare i filmati in tempo reale». E se pure il sottosegretario «considera chiusa ogni polemica col Comune di Roma», l' opposizione approfitta proprio dello scontro per definire Alemanno, come fa il segretario romano del Pd, Marco Miccoli, «Alice nel paese delle meraviglie, un sindaco che si stupisce di tutto». Leoluca Orlando, portavoce dell' Idv, considera «di una gravità inaudita» il fatto che Alemanno non fosse a conoscenza che «erano stati tolti i metal detector dal più importante monumento italiano» e chiede al sindaco di «dimettersi perché non è in grado di amministrare una città come Roma e di garantirne la sicurezza». Alemanno non risponde. Scrive, invece, una lettera a Galan e a Pecoraro invocando un «coordinamento per garantire il potenziamento della vigilanza». Risponde, ancora una volta, Giro per dire che «esiste già un coordinamento tra Comune e governo, rappresentato dal prefetto. Se vogliamo inserire nell' agenda di questo coordinamento anche il tema della sicurezza nell' area del Colosseo, perché no?». Lo scontro, insomma, non si placa. Intanto, ieri al Colosseo era ripreso il consueto via vai di migliaia di turisti. E se la Uil denuncia «tagli consistenti proprio nell' area della vigilanza», parlano i lavoratori per raccontare una situazione ai limiti: «Chiunque può portare all' interno qualsiasi cosa. A volte sono stati trovati turisti che portavano via mattoncini, piccoli pezzi dell' anfiteatro. E c' è anche chi monta indisturbato sui monumenti per fare foto».
ROMA - Alemanno-Giro, è scontro e il sindaco scrive a Galan
Ieri, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha avuto un botta e risposta con il Comune di Roma per le responsabilità per i controlli al Colosseo. Giro ha accusato il Comune di aver eliminato i metal detector e le telecamere interne, mentre il Comune ha affermato che la sicurezza è garantita da un sistema di telecamere del Comune. Il sindaco di Roma, Alemanno, ha scritto una lettera al ministro Giancarlo Galan e al prefetto Giuseppe Pecoraro, richiedendo un coordinamento per garantire la sicurezza del Colosseo. Giro ha risposto che esiste già un coordinamento tra Comune e governo, ma che si potrebbe aggiungere il tema della sicurezza al Colosseo.
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