Era il giugno del 2001 quando fu presentata la «Variante Boeri» per Porto vecchio, dopo che un consiglio comunale straordinario aveva approvato la delibera che la inseriva nel Piano regolatore. Presidente dell'Autorità portuale era Maurizio Maresca, che aveva chiesto il «masterplan» a Boeri. Segretario del Porto era Antonella Caroli, dal 2000 esisteva una società "Portovecchio srl" guidata da Riccardo Novacco, in Comune sedeva ancora il centrosinistra di Illy ma imminente era l'arrivo del centrodestra con Dipiazza. Il soprintendente era Franco Bocchieri. Assessore alla Pianificazione: Ondina Barduzzi. In Regione era presidente Roberto Antonione, convinto sostenitore. La variante prevedeva l'allungamento del Molo IV, l'allargamento del Molo III, un terminal traghetti veloci, 8 parcheggi sotterranei, la rotonda d'accesso da viale Miramare (ora realizzata perla Biennale diffusa), la sede di Evergreen (Lloyd Triestino), il restauro del Magazzino 26. E un tunnel sottomarino dal Molo III a Campo Marzio. Il 23 agosto 2001 Vittorio Sgarbi, sottosegretario ai Beni culturali, impose i vincoli ai magazzini: «Il mio impegno, politico e culturale, è di evitare scempi, distruzioni e manomissioni in Porto vecchio». A fine agosto, al ministero, portò tutti gli enti a firmare un atto in cui si impegnavano a realizzare progetti «coerenti con le disposizioni e prescrizioni del ministero». Lo stesso progettista sarebbe stato indicato da Roma. Era il benservito a Boeri. Soddisfatto il neo-sindaco Dipiazza: «Mi interessa dare un segnale nuovo». Commento di Boeri, all'epoca: «L'unica spiegazione che mi è stata data è che sono comunista (e non è vero) e che dunque dopo le elezioni non potevo più lavorare a Trieste».
TRIESTE - La delibera sulla variante approvata nel giugno 2001
Il giugno 2001, il Consiglio comunale di Porto Vecchio approvò la Variante Boeri per il Porto, inserita nel Piano regolatore. Il progetto prevedeva l'allungamento del Molo IV, l'allargamento del Molo III, un terminal traghetti veloci, 8 parcheggi sotterranei, la rotonda d'accesso da viale Miramare e la sede di Evergreen. Il progettista, Boeri, fu poi sostituito da Roma e il progetto fu sottoposto a vincoli culturali. Il neo-sindaco Dipiazza esprimeva soddisfazione per il nuovo segnale. Boeri commentò che la sua rimozione era dovuta alla sua appartenenza al Partito Comunista.
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