A febbraio ne erano state programmate 7, ora ne restano 2. E in autunno non andrà meglio Per Palazzo Reale questa sarà un'estate un po' sottotono. Per spiegare questa estate che dal punto di vista culturale si presenta indiscutibilmente sottotono bisogna prima di tutto citare i numeri. Con lo stanziamento del Governo per le esposizione temporanee da allestire a Milano che è passato da 4 milioni a 800 mila euro, a Palazzo Reale delle sette mostre annunciate a febbraio oggi è possibile visitarne solamente due: quella dedicata al fotografo Bob Krieger e quella allo scultore Nag Arnoldi. Cancellata per mancanza di fondi quelle dedicate a Xul Solar e ad Angiolo D'Andrea, così come in autunno saranno annullate le rassegne su Ennio Morlotti, sull'arte nella Milano degli anni Sessanta e da "Kandinsky a Stalin". E mentre alcune iniziative restano in forse, altre saranno spostate a novembre, altre ancora al prossimo anno. Di certo nel prossimo autunno ci saranno solo le rassegne più importanti, quelle per le quali fin da ora non è difficile immaginare il tutto esaurito: Artemisia Gentileschi dal 22 settembre, Cezanne dal 20 ottobre, Ciaccio dal 21 settembre, Gabriella Crespi e Silvio Wolf, che però sarà allestita al Pac e non a Palazzo Reale. Insomma: la crisi non tocca solo il portafoglio di chi sta giocando con la Borsa, ma anche l'agenda di chi anche quest'anno contava sulle proposte culturali di una città che tra agosto e settembre ha sempre puntato sulla cultura anche per aumentare le sue potenzialità turistiche. La notizia non e nuova, che il ricco programma annunciato a febbraio dovesse essere ridimensionato lo si era capito già in primavera, quando la manovra di Tremonti era ancora da venire. Ma ora che milanesi e turisti toccano con mano la povertà dell'offerta, una riflessione e d'obbligo. Per la cultura in città e più in generale per l'intera città di Milano questo è un momento di transizione: e cambiata la giunta, sono cambiati gli indirizzi e i modelli gestionali che andranno a incidere su una programmazione che nel frattempo e cambiata a sua volta. Quest'anno andata così, ora bisogna riprogrammare il futuro.