«Non si faranno col ponte dell'Accademia gli stessi errori che si sono fatti col ponte di Calatrava. Il progetto della Schiavina è all'esame del ministero e da lì si uscirà con la parola definitiva». Che tradotto significa che se il ministero dei Beni Culturali promuoverà il progetto di legno e vetro della ditta bolognese le cose andranno avanti, altrimenti dovranno essere corrette o alla peggio anche rifatte. Questo nonostante fin qui in laguna diciamo l'iter per il nuovo ponte sul Canal Grande sia andato bene, con il benestare del Comune (anche se non è ancora andato in Giunta) e quello della Soprintendenza dei Beni architettonici e paesaggistici di Venezia guidata da Renata Codello. Ma Franco Miracco, consigliere istituzionale del ministro e uomo-ponte con Roma a Venezia, tiene a spiegare che il Consiglio superiore dei Beni culturali «esprimerà un parere di merito sul progetto che riguarda uno dei luoghi sacri della città storica di Venezia. Quello a Roma non sarà un passaggio di carta». Un lavoro, quello del ministro, che spiega ancora Miracco «entrerà bene in argomento, perché se il ponte verrà costruito si inserirà in un profilo urbano che risale al '700. Non solo, il nuovo ponte sarà anche la porta d'ingresso per le nuove Gallerie dell'Accademia». Il progetto inviato a Roma, e che la commissione potrebbe rispedire a Venezia con un parere (positivo o meno) già per la fine di settembre, prevede che la nuova struttura recuperi quella originaria, con corsie di accesso facilitato. Sarà in parte in legno in parte in vetro, e l'arcata permetterà di lasciare intatti i sotto-servizi già esistenti. Il Comune ha fretta, non perché il ponte esistente non sia sicuro, ma perché dev'essere comunque sostituito e una volta trovata una ditta disponibile vorrebbe risposte certe in tempi rapidi. Ma il ministero vuole pensarci su: «Non sarebbe male butta lì Miracco far sì per esempio che una volta tanto un progetto vincitore di concorso internazionale fosse realizzato». A cosa si riferisce Miracco? Nel 1985 la Biennale Architettura diretta da Aldo Rossi, promosse, con il Progetto Venezia, una serie di concorsi internazionali per la città. Tra questi, uno di quelli che ebbe più risposte fu proprio quello per la costruzione di un nuovo Ponte dell'Accademia, vinto da diversi architetti e studi: Robert Venturi, Manuel Pascal Schupp, COPRAT, Franco Purini, progetti che contemplavano sia il recupero delle linee classiche che elementi fortemente innovativi: «C'erano dei bei progetti, parteciparono grandi nomi internazionali, mentre in questo progetto nuovo l'architetto quasi non si sa chi sia dice ancora Miracco sarebbe un bel gesto recuperare qualcuna di quelle idee. Prima di combinare guai, guai che sicuramente con Giancarlo Galan ministro e Giorgio Orsoni sindaco non succedono, bisogna pensarci bene. I tempi, comunque, non saranno biblici: ci si può pensare bene e dare una risposta in tempi adeguati, perché c'è già materia sufficiente per lavorare. Ricordo che in questa materia spesso si fanno errori e poi i progetti restano sulla carta: penso alla porta di Ghery per l'aeroporto di Venezia e la Loggia di Isozaki per gli Uffizi».