AREZZO - Dalla Russia con amore? No, dalla Romania con fervore. Comunque sia, sempre di Est si tratta, la nuova frontiera dell'Archivio Vasari, il più prezioso scrigno di documenti del Rinascimento italiano, che appena uscito dall'intrigo Stepanov (il magnate moscovita che ha rinunciato a comprarlo all'astronomica cifra di 150 milioni di euro) sprofonda in un altro giallo internazionale. Gli eredi Festari, infatti, lo hanno dato in pegno per 10 milioni all'imprenditore grossetano (ma ora residente in Romania) Fausto Butelli di cui erano debitori. Come a dire che adesso il destino di 17 lettere autografe di Michelangelo, di un sonetto dello stesso Buonarroti, dell'epistolario di Vasari con Papi e Granduchi del Cinquecento si gioca nella sconosciuta città romena di Oradea, dove è stato stipulato il contratto di pegno il 21 luglio. In Transilvania, al confine con l'Ungheria, in un centro noto per i traffici di frontiera che ne hanno fatto una delle realtà più floride del paese. A FARE ESPLODERE la bomba è stato il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, cui il contratto è stato notificato lunedì per legge, come al ministero dei beni culturali e alla sovrintendenza archivistica per la Toscana, trattandosi di un bene che è legato da un vincolo pertinenziale del 1994 a Casa Vasari, il museo nel centro di Arezzo in cui le carte sono da sempre chiuse dentro un armadio di ferro. Invisibili a tutti. Fanfani si dice ovviamente preoccupato, guarda a tutti i punti oscuri di un contratto che potrebbe anche decidere di portare tutto in procura ad Arezzo e presentare un esposto. Allo stato attuale, la scadenza fissata nel documento sottoscritto ad Oradea è quella del 31 luglio 2014: se gli eredi Festarti (i 4 figli del defunto conte Giovanni: Francesco, Leonardo, Antonio e Tommaso) riescono a restituire i 10 milioni si liberano dal pegno, altrimenti l'archivio andrà all'asta, da una base di 150 milioni, la stessa del mancato accordo con i russi, risultato adesso di due nuove perizie che contrastano clamorosamente con quelle dello Stato, secondo le quali le carte non valgono più di 3 milioni. I Festari possono far venire meno il pegno (che è l'equivalente di un'ipoteca, ma su un bene mobile) pagando la metà, cinque milioni, ma entro il 31 marzo 2014. Altrimenti hanno 4 mesi per versare cifra intera. E' UN CONTRATTO, insomma, che ha delle sue particolarità, anche perché nell'atto si dice esplicitamente che sui 10 milioni gli eredi non pagheranno nessun interesse. Butelli, insomma, si mostra come un creditore estremamente generoso. I soldi, intanto, sono serviti ai fratelli per l'acquisto di immobili in Romania e partecipazioni societarie romene, sottoscritto in due distinti accordi, il 31 maggio e il 21 luglio. Resta da capire poi perché un contratto fra italiani sia stato stipulato a Oradea, per quanto l'imprenditore maremmano (67 anni) sia lì residente. «Solo affari fra privati», liquida la questione l'avvocato dei Festari, l'aretino Guido Cosulich. Fanfani, invece, teme complicazioni per le carte. L'intrigo internazionale Vasari resta il solito enigma avvolto in un mistero.