AREZZO - L'Archivio Vasari è finito in pegno, garanzia di un affare da dieci milioni di euro. Per acquistare degli immobili ed entrare in alcune partecipazioni societarie in Romania i quattro fratelli Festari, attuali proprietari delle preziosissime Carte, hanno deciso di fornire come garanzia quel "tesoro" finito al centro di un caso giudiziario che si è concluso giusto pochi mesi fa dopo anni di battaglie a colpi di carte bollate. "Sono sconcertato": il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ieri mattina mentre si rigirava tra le mani la copia di quel contratto di pegno stipulato tra i Festari e un imprenditore grossetano, Fausto Butelli, non nascondeva la propria preoccupazione per il futuro di quello che è pur sempre "un patrimonio della città". Un Sindaco deciso a non abbassare la guardia e che anzi rilancia, avendo affidato ad un pool di super esperti l'incarico di verificare se sussiste la possibilità per la Fraternità dei Laici di rivendicare quel diritto di proprietà al quale aveva rinunciato nel lontano 1921. "Ma quella rinuncia - ha spiegato Fanfani - prevedeva che il Comune avesse il deposito perpetuo dell'Archivio". Una situazione ben diversa da quella attuale che vede lo Zibaldone, il Libro delle ricordanze, le lettere dei Medici o i disegni di Michelangelo - tanto per citare alcune perle di quel tesoro chiamato Archivio Vasari - finire in un comune inventario apposto in calce al contratto di pegno sottoscritto lo scorso 21 luglio nella città di Oradea, in Romania. Fa un certo effetto scorrere quel lungo elenco posto a corredo di una normalissima transazione commerciale. Le Carte di Giorgio Vasari servono da garanzia per l'acquisto di beni immobili che si trovano in Romania e per la partecipazione in società che operano nello stesso Paese dell'Est europeo. Valore dell'operazione: 10 milioni di euro, la bella cifra che i fratelli Francesco, Leonardo, Antonio e Tommaso Festari si impegnano a pagare all'imprenditore grossetano Fausto Butelli entro il 31 luglio 2014. Un atto che, come vuole la legge, è stato notificato al Ministero dei Beni culturali, alla Soprintendenza e al Comune di Arezzo, visti i particolarissimi vincoli che gravano sull'Archivio. Una copia del contratto dovrà essere affissa - dispone lo stesso contratto - agli sportelli degli armadi nei quali è custodito l'Archivio Vasari. E se i Festari non dovessero pagare i dieci milioni entro la scadenza pattuita? Allora Butelli, imprenditore di 67 anni con interessi in Romania, potrebbe vendere le Carte ma per una cifra non inferiore a 150 milioni di euro, all'asta ma anche attraverso una trattativa privata. Questi gli aspetti strettamente tecnici del contratto. Ma ce n'è un'altro, molto importante, che emerge tra le pieghe di quei sette fogli firmati dai Festari e da Butelli. In pratica con questo pegno è come se fosse stato fissato un prezzo base per l'acquisto dell'Archivio. Da o; al 2014 (data di scadenza dell'obbligazione instaurata dal contratto) chi volesse comprare le Carte dovrà, per prima cosa, pagare i dieci milioni di euro necessari ad estinguere gli effetti dell'accordo stipulato poco meno di un mese fa in Romania. Una cifra di gran lunga superiore ai 3 milioni di euro di cui si era parlato qualche settimana fa quando il ministro Galan aveva annunciato la volontà dello Stato di acquistare le Carte. Un contratto che rimescola - è proprio il caso di dirlo -le carte in tavola e che preoccupa non poco il sindaco Fanfani che ieri mattina ha voluto incontrare la stampa per fare il punto su una situazione "sempre più preoccupante". "Chiunque volesse comprare dovrebbe riscattare anche il pegno. Quindi ora abbiamo un interlocutore in più e un prezioso patrimonio gravato da un vincolo che necessariamente va sanato. Altra conseguenza: alla scadenza del contratto, in mancanza di un pagamento, il bene deve essere messo all'asta, lo impone il codice civile. Ma Fanfani ha deciso di non arrendersi e ha affidato l'incarico ad un pool di avvocati per rivendicare alla Fratemita quel diritto di proprietà al quale aveva rinunciato quasi un secolo fa. Gli spazi di manovra ci sono. E l'Archivio Vasari è destinato ancora a lungo a far parlare di sé. Ma non per il suo inestimabile valore storico e artistico.
ARCHIVIO VASARI - Archivio Vasari in pegno per 10 milioni di euro
Il Comune di Arezzo è preoccupato per l'Archivio Vasari, che è stato messo in pegno come garanzia per un affare da 10 milioni di euro. I quattro fratelli Festari, proprietari delle Carte di Giorgio Vasari, hanno stipulato un contratto di pegno con l'imprenditore Fausto Butelli. Il contratto prevede che i Festari paghino 10 milioni di euro entro il 31 luglio 2014, e che il bene sia messo all'asta se non si pagano. Il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, ha deciso di non arrendersi e ha affidato l'incarico ad un pool di avvocati per rivendicare il diritto di proprietà al Comune.
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