È stato il sindaco di Arezzo a svelare le carte dei Festari: "Vogliono anche venderlo" L'archivio Vasari finisce in pegno per 10 milioni di euro. E' quanto stabilisce un contratto stipulato con Fausto Butelli, imprenditore grossetano che vive in Romania, dai fratelli Festari, proprietari dei trentuno faldoni contenenti le preziose carte del grande architetto, pittore e storico dell'arte del Cinquecento, comprese note autografe sui propri lavori e un carteggio con Michelangelo e con cinque pontefici. Il denaro servirà all'acquisto di beni immobili in Romania e di partecipazioni societarie in aziende romene per cui i Festari hanno già stipulato contratti nei mesi scorsi: se entro il 31 luglio 2014 la somma non sarà saldata, l'Archivio andrà all'asta con una base d'acquisto di 150 milioni. La stessa cifra alla quale i Festari stavano per venderlo, un anno fa, alla società russa RossEngineering, affare poi andato in fumo. Ad annunciare l'ennesimo capitolo della tormentata vicenda è stato il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, da sempre in prima linea perché l'Archivio, conservato nel museo aretino di Casa Vasari e da qui inamovibile, diventi un bene pubblico. Anche in questo caso una copia del contratto alla mano Fanfani non ha nascosto le proprie perplessità: «A distanza di ormai un paio d'anni che mi sono messo l'armatura e la lancia per combattere, spesso da solo, questa battaglia, trovo sempre un muro di indisponibilità perché è evidente che l'unico scopo dietro a queste iniziative è il valore economico dell'archivio». Del resto, le speranze di un'acquisizione da parte dello Stato erano state ulteriormente alimentate, poco più di una settimana fa, dal ministro per i beni culturali Giancarlo Galan il quale, in occasione dei 500 anni dalla nascita del Vasari, aveva lamentato come questo «fondamentale traguardo» non fosse stato ancora raggiunto, affermando che l'Archivio avrebbe dovuto «diventare al più presto di proprietà pubblica». E già a gennaio, sfumata la trattativa con i russi, il predecessore di Galan, Sandro Bondi, si era fatto avanti dicendosi disposto ad acquistare l'Archivio purché «a condizioni ragionevoli e con oneri parametrati al reale valore del bene». Un valore, stando a una perizia ordinata dal tribunale di Firenze, stimato in 2 milioni e mezzo, cifra ben lontana, dunque, da quella che i Festari contano di intascare dalla vendita «I fratelli Festari hanno stipulato il contratto di pegno a garanzia di entrambe le parti coinvolte nell'operazione commerciale in Romania», ha commentato Guido Cosulich, legale dei proprietari. Questi ultimi, ha aggiunto, hanno «al momento trattative in corso con degli acquirenti americani, poiché sono intenzionati a vendere l'archivio, sempre al prezzo di 150 milioni, e con il ricavato pagare anche i 10 milioni dei beni appena acquistati in Romania allo scopo di crearsi una rendita».