CATANIA. Via Crociferi è una delle più suggestive strade del barocco etneo. Sott'accusa la giunta di centrodestra. Provate ad immaginare una via che l'Unesco ha dichiarato Patrimonio dell'umanità, i cui monumenti vengano riempiti di scritte e graffiti, in alcuni casi talmente evidenti da coprire l'antico intonaco dei muri. Poi pensate che le chiese barocche, autentici capolavori architettonici, siano chiuse. Il punto è che questo non è un gioco di fantasia, è una realtà che esiste davvero. Stiamo parlando della via Crociferi a Catania: nella città di Verga e Brancati. Un luogo che è stato location di celebri film e fiction televisive, un luogo che ha ispirato scrittori ed intellettuali, adesso appare come una realtà dimenticata. Per la verità la strada è chiusa al traffico, ma evidentemente non è adeguatamente valorizzata, curata, custodita. Eppure è un bene dell'umanità. Non di rado i luoghi meno curati nelle metropoli, soprattutto al Sud, sono le periferie; a Catania invece, ti può capitare che proprio il cuore del centro storico dia l'immagine dell'abbandono. Per l'ex sindaco e senatore del Pd Enzo Bianco non ci sono dubbi, questa è la metafora del declino della città, è l'emblema di una realtà che da quando è governata dal centrodestra non ha più un progetto di politica economica, sociale e culturale. Il centro storico etneo che prima veniva portato a modello di vitalità culturale, musicale, si pensi alla famosa movida, vive adesso una fase molto difficile. Bianco è un fiume in piena: «Le chiese barocche chiuse, altrettanto il collegio dei Gesuiti con il suo meraviglioso chiostro, scritte e graffiti sui muri settecenteschi un po' ovunque. E in lontananza si vede la cupola della basilica di San Nicolò l'Arena ancora avvolta dalle impalcature, di un restauro che dura da 13 anni. Vorremmo sapere cosa è successo, cosa sta accadendo a Catania, una città che non offre alcun aiuto al turista che vuole visitarla». E non è tutto: «Alla stazione e al porto - aggiunge Bianco - non c'è un infopoint e l'Ufficio del turismo non è ben segnalato a chi arriva in città». Nell'anno 2011, nell'era di Internet, nel capoluogo etneo, può capitare anche questo. Bianco racconta con rammarico: «Mi chiedo che fine abbiano fatto le attività avviate negli anni '90, il forte impulso dato al turismo congressuale, gli itinerari del "filo di Arianna" da distribuire ai turisti, il progetto del patto territoriale alla Playa». E chiosa con ironia critica: «Cosa è rimasto del "vento" degli Stati generali, organizzati dal sindaco Stancanelli (attuale primo cittadino di centrodestra)?» Servirebbe un progetto organico e razionale di rilancio dell'economia turistica, possibilmente all'interno di un più ampio modello di sviluppo socio-economico, culturale ed urbanistico. Intanto si potrebbe iniziare con una segnaletica migliore, così tanto per fare una cosa semplice. Nel medio periodo invece ci si potrebbe ispirare a quello che sono riusciti a realizzare a Noto e Caltagirone sul piano della politica culturale e turistica. E citiamo un esempio vicino, mica il lontano Trentino.
Catania, via Crociferi. Patrimonio dell'umanità e del degrado
La via Crociferi a Catania, dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, è stata trasformata in un luogo di abbandono e degrado. La strada, che una volta era un cuore del centro storico, è ora coperta di scritte e graffiti, mentre le chiese barocche e altri monumenti sono stati chiusi. L'ex sindaco Enzo Bianco accusa il governo di centrodestra di aver perso il progetto di politica economica, sociale e culturale, e di aver lasciato il centro storico in disordine. Bianco chiede un progetto di rilancio dell'economia turistica e una segnaletica migliore per il centro storico.
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