La Regione blocca i fondi, lavori di restauro fermi: a rischio licenziamento oltre cento operai Cammini per il Rione Terra a Pozzuoli e ti assale il respiro profondo della storia. Del popoloso comune a nord di Napoli, incastrato tra il mare e i sulfurei Campi flegrei, questo fu il primo nucleo abitativo. Colonizzato dai greci prima e dai romani poi. Secondo lo storico greco Strabone, la rocca del Rione Terra era lo sbarco di Cuma. E fu forse qui che nel 529 a.c. approdarono gli esuli dell'isola di Samo e fondarono Dicerachia, il governo dei giusti. In epoca romana Pozzuoli fu per secoli il principale porto di Roma, prima della nascita di Ostia. Se il tempo storico al Rione Terra s'è per tanti versi fermato, s'è però arrestato anche il tempo delle attese: quello scandito dalle promesse di riqualificazione dell'area, abbandonata dagli abitanti negli anni '70 per il bradisismo vulcanico, lo stigma di questo territorio in perenne lotta con la natura. Individuata da 40 anni come scenario privilegiato di restauro archeologico. Ma adesso alle prese con una nuova fuga: quella delle risorse della Regione, prima strumento dello sviluppo locale, ora miraggio per un centinaio di operai, sull'orlo del licenziamento. Perché del piano di investimenti per complessivi 200 milioni, non s'è vista più quella tranche di 15 milioni, bloccata dopo lo sforamento del patto di stabilità della vecchia giunta Bassolino, e indispensabile per andare avanti. Intanto, a ottobre scadrà l'ultimo rinnovo per la cassa integrazione dei lavoratori. E ormai da mesi nei cantieri non si muove un dito. Giorni fa una delegazione di edili del Consorzio "Fi.Pa" e della Igeca Spa" e sindacalisti ha incontrato il sindaco Agostino Magliulo, per tornare alla carica. Ad oggi solo il 60 per cento delle ristrutturazioni risulta completato. Anche qui, siamo di fronte ad una vicenda storica: le prime opere partirono ad inizio degli anni '90. Ma Magliulo non ha potuto dare certezze alle maestranze. Dal cilindro è spuntato però il consueto tavolo con la Regione, con immediata richiesta al governatore Caldoro. «E mia intenzione - ha dichiarato il primo cittadino - portare a compimento il progetto del Rione Terra, e riconsegnare l'antico quartiere ai puteolani. Questo sarà possibile soltanto con lo sforzo di tutte le parti in campo e con il grande contributo degli operai impegnati fino ad oggi i quali, con l'aiuto del presidente Caldoro, dovranno rientrare a lavorare a pieno regime». Ma per ora siamo ancora ai proclami. Nel frattempo, il sindaco si dà da fare come pub: a fine luglio ha scortato al Rione Terra un gruppo di turisti-studiosi catalani («Sono disposto anche a fare da guida per il rilancio dell'area»). Il professor Josè Luiz Gonzalez Moreno Navarro dell'"Escuela Tecnica Superior de Arquitectura" di Barcellona ha scelto Pozzuoli tra le mete primarie di un progetto di ricerca sul restauro architettonico. Se gli spagnoli esaltano il Rione Terra, nel tour mozzafiato dell'acropoli a picco sul mare, gli italiani lo lasciano annaspare, in attesa di trovare i fondi. Nulla da fare per i sotterranei della rocca, dove si sono stratificate culture millenarie, in un percorso archeologico molto ben conservato. Forse però non tutto è immobile: «Nella prima giunta regionale dopo le ferie, tra fine agosto e inizio settembre - dice il sindaco - potrebbero essere sbloccati 7 milioni». Sarebbero utilizzati per i lavori della canonica della cattedrale, sorta sulle ceneri del vecchio tempio di Augusto. Una boccata d'ossigeno. Ma ancora troppo poco, rispetto all'imponente piano di restauri previsto. Qualcuno però storce il naso per altri motivi: i lavori della canonica richiederebbero solo l'intervento di carpentieri. Mentre resterebbero a casa gran parte dei edili in cassa integrazione. «Chiediamo un incontro con la regione Campania - ha detto Vincenzo Scutieri, della Fillea Cgil - abbiamo forti perplessità sul proseguimento dei lavoro e siamo in una situazione veramente esasperante per tanti lavoratori. Noi vogliamo lavorare anche per riportare alla luce un bene come il Rione Terra e ridarlo alla città di Pozzuoli». E il tempo scorre veloce, perfino nel quasi trimillenario Rione Terra.
Pozzuoli. La speranza tradita nel Rione Terra
Riassunto in 200 parole:
La Regione Campania ha bloccato i fondi per il restauro del Rione Terra a Pozzuoli, un quartiere storico a nord di Napoli. Il piano di investimenti per 200 milioni di euro, previsto per il 2023, non ha ricevuto la tranche di 15 milioni di euro bloccata dopo lo sforamento del patto di stabilità della vecchia giunta. Ciò ha messo a rischio il licenziamento di oltre cento operai impegnati nel restauro. Il sindaco di Pozzuoli, Agostino Magliulo, ha incontrato la delegazione di edili e sindacalisti per cercare di risolvere la situazione. Ha promesso di portare a compimento il progetto e di riconsegnare l'area ai puteolani.
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