L'allarme bomba al Colosseo ha riaperto la questione della sicurezza di musei e, in generale, beni culturali italiani Calano i furti, invece in quelli statali, secondo i dati diffusi dal Rapporto 2010 dei Carabinieri del Tpc L'allarme bomba al Colosseo ha riaperto la questione della sicurezza di musei e, in generale, beni culturali italiani. Il direttore generale per la valorizzazione del ministero dei beni culturali, Mario Resca, ha da tempo posto il tema, affermando che i sistemi di sicurezza dei musei italiani sono "obsoleti". Secondo l'ultimo rapporto sull'attività operativa dello scorso anno del Comando Carabinieri Tutela e Patrimonio Culturale, i furti ai danni di istituzioni museali sono aumentati, rispetto al 2009, del 20 circa. Più a rischio quelli comunali. Infatti, nel 2010, a fronte di decremento dei furti presso i musei statali (1 solo furto avvenuto in un museo statale), sono 3 quelli avvenuti nei musei provinciali e 4 in quelli regionali, ben 8 invece sono quelli nei musei trafugati di proprietà comunale. Si riscontra, inoltre, un leggero incremento dei furti anche nelle chiese e negli istituti religiosi che, attestandosi sul 49,3 del totale dei furti segnalati, ha registrato una variazione di 2,8. Secondo il rapporto dei carabinieri Tpc, inoltre, il numero complessivo dei beni culturali sottratti risulta maggiore rispetto al 2009 con un aumento del 53,7. Nello specifico sono gli enti pubblici e privati a registrare l'aumento maggiore di oggetti trafugati, che passano dai 1.082 del 2009 agli 11.020 del 2010. Un dato, però, che comprende 8.637 beni librari ed archivistici risultati mancanti dopo una verifica effettuata da una biblioteca Toscana. Le regioni più colpite dai furti di beni culturali sono la Lombardia (che ha registrato un incremento dei furti da 106 a 135), il Lazio e la Toscana. Seguono Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia, Umbria e Marche. Sardegna, Molise e Valle d'Aosta invece, le regioni con minor numero di furti. Notevole è stata la diminuzione a livello nazionale del numero degli scavi clandestini accertati (-20,68 circa). Per l'anno in corso i dati lasciano ben sperare. In Lombardia, ad esempio, rispetto al primo semestre 2010, si registrano 21 furti di opere d'arte in meno. Ma c'e' poco da stare tranquilli. Secondo il maggiore Massimo Rossi, del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza "ogni anno 5000 tessere della nostra storia si perde nei mercati clandestini esteri. Una emorragia che non si riesce ad arrestare. Un mercato - spiega - che è secondo solo a quello degli stupefacenti". Arte: per la Gioconda raccolta di firme da tutto il mondo La raccolta firme per il rientro della Gioconda a Firenze nel 2013 in coincidenza con l'anniversario del suo ritrovamento avvenuto a Firenze nel 1913 quando il famoso quadro di Leonardo venne recuperato dalla polizia italiana, ha assunto una dimensione internazionale. Sono giunte adesioni di molti storici dell'arte Spagnoli, Francesi, di giornalisti inglesi e russi. "Non semplice condivisione della mobilitazioni, ma fattiva partecipazione a raccogliere le firme nei loro rispettivi Paesi. La stessa iniziativa è rimbalzata su molti mass-media di tutto il mondo compresi alcuni africani", ha spiegato Silvano Vinceti, promotore dell'iniziativa e presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali responsabile della ricerca dei resti mortali della Lisa Gherardini, da molti ritenuta la modella della Gioconda. "Siamo molto soddisfatti - ha proseguito Vinceti - per l'inattesa risposta proveniente non solo da molti italiani che condividono la nostra iniziativa, ma da esperti e uomini di cultura di varie nazioni straniere come: lo storico dell'arte francese Angrand, lo storico spagnolo Espejo. Anche in Italia le adesioni sono arrivate a centinaia - ha detto ancora - lo stesso dicasi della disponibilità a raccogliere le firme con tavoli e via Internet. Importante è anche quella proveniente da vari professori universitari e dalla fiera di Parma che durante le fiere ospita centinaia di migliaia di visitatori. Invece - ha continuato il promotore dell'iniziativa - dispiace costatare che in questo Paese alcuni storici dell'arte si distinguano come firmatari di articoli il cui unico scopo sembra quello di delegittimare il Comitato, il sottoscritto e le iniziative intraprese. Mi piace pensare che i suoi pezzi siano un esempio un po' grezzo di satira e come in tutti gli scritti satirici non esistono fatti oggettivi ma personali invenzioni dell'estensore dell'articolo". Il quadro della Gioconda venne esposto per circa un mese nel dicembre del 1913 nella galleria degli Uffizi ed il Comitato, presieduto da Silvano Vinceti, con la sua iniziativa sta chiedendo al Louvre che "venga onorata questa importante ricorrenza dal valore storico, simbolico, di felice legame e vicinanza fra italiani e francesi. Nonostante alcune incomprensioni iniziali con il grande museo Parigino - ha concluso Vinceti - siamo convinti che i francesi sapranno onorare questa richiesta italiana".