Più 4 per cento di visitatori. E al Museo del '900 arrivano i buttadentro bilingue MILANO Ci sono più milanesi che passano le ferie a Milano, ma anche più turisti che ci vengono in vacanza, a dar retta all'indotto che quest'anno ha visto crescere (dati della Camera di commercio) del 3,8 sia le strutture ricettive (a quota 822) che i lavoratori stagionali: quest'estate sotto la Madonnina ne sono stati assunti quasi duemila. Tra loro ci sono anche i cinque «buttadentro» ingaggiati dal Museo del '900. Che, l'altro ieri, ha registrato ben 1.093 ingressi. E va bene che pioveva, ma per una domenica d'agosto resta un'affluenza impressionante. Soprattutto se il giorno dopo, ieri, con un sole splendido e il museo aperto solo il pomeriggio, in meno di due ore sono arrivati 237 visitatori. L'idea è di Marina Pugliese, la direttrice: ha reclutato per una settimana (fino a domani) cinque mediatori culturali della cooperativa ABCittà, che collabora col museo per le attività di formazione, che a turni di tre, per tre ore al giorno, «puntano» in particolare i turisti, rivolgendosi loro in inglese, spagnolo, cinese, arabo e giapponese, oltre all'italiano naturalmente. Anche i volantini (duemila) sono stampati in sei lingue, e così i grembiuli colorati indossati dai «buttadentro», creazione della stilista Colomba Leddi, mentre la grafica è curata da Massimo Pitis (già art director del '900). Operazione a budget minimo, chiarisce Pugliese: tremila euro, «praticamente i costi vivi». «Volevamo tamponare il calo fisiologico d'ingressi che si registra d'estate. E far conoscere il museo, passata la fase di lancio e quella della fila che di per sé funzionava come attrattore di visitatori». Funziona: 481 ingressi venerdì, 617 sabato con l'orario prolungato fino alle 2230 (come il giovedì) per il'900, che sarà aperto anche il pomeriggio di Ferragosto. Ingresso gratuito per chi ha meno di 25 anni, per tutti il venerdì dopo le 15.30, sempre per Fuori!, la mostra sull'arte pubblica dal '68 al '76. L'esperimento buttadentro e riuscito, e potrebbe essere ripetuto: «Non abbiamo mai avuto così tanti stranieri - confessa la direttrice -. Sembra di stare a New York».