Non si placano le polemiche dopo l'allarme per la falsa bomba Alemanno al ministro: un tavolo per la tutela dell'Anfiteatro Flavio Metal detector non funzionanti da anni, videocamere solo all'esterno e una lettera scritta dal sindaco Gianni Alemanno al prefetto e al ministro dei Beni culturali per reclamare un tavolo tecnico di coordinamento sulla vigilanza del Colosseo. Non si placano le polemiche sulla sicurezza dell'Anfiteatro il giorno dopo la grande paura: mille turisti evacuati dal monumento per quel barattolo collegato a due fili elettrici che sembrava una bomba. L'attacco al Comune lo sferra Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali: «I metal detector all'interno del Colosseo sono stati rimossi anni fa. Sono sorpreso che il sindaco se ne sia accorto soltanto ora». Secondo Giro quello che dovrebbe sorprendere è il «sistema di telecamere del Comune coordinate da una centrale della polizia municipale che mi dicono invece essere di fatto inutilizzata e non operativa». Ribatte Giorgio Ciardi, delegato del sindaco alla sicurezza che spiega: «Le telecamere poste nell'area esterna del Colosseo e davanti alla fermata della metropolitana sono perfettamente funzionanti». Secondo il ministero dei Beni Culturali i metal detector chiesti dal sindaco subito dopo il ritrovamento di quella che sembrava una bomba «non sono risolutivi», rallenterebbero la fila alle biglietterie e non eliminerebbero il problema principale: la sorveglianza dell'area intorno al monumento che spetta al Campidoglio. Ed ecco la proposta: perimetrare l'area con una cancellata e dei varchi dove posizionare i metal detector, piazzare telecamere all'interno ma anche all'esterno del monumento. A difendere la posizione del Campidoglio c'è Ciardi che dopo aver spiegato che le telecamere della Sala sistema Roma sono perfettamente funzionanti sottolinea che «per l'area dell'Anfiteatro vera e propria, la sorveglianza è di competenza della Sovrintendenza nazionale». La sicurezza del Colosseo è affidata al ministero dei Beni Culturali. All'interno dell'Anfiteatro non ci sono telecamere, motivo per cui ai carabinieri che indagano per procuratore allarme risulterà non facile individuare chi ha lasciato quel barattolo di latta che ha fatto scattare l'allarme. Non ci sono neanche metal detector, per entrare è sufficiente fare una fila disordinata di oltre un'ora, pagare e obliterare il biglietto. L'area esterna del monumento è sorvegliata dalle telecamere della Sala sistema Roma. La polemica si scatena sulle responsabilità per la sicurezza e su dove sarebbe più opportuno rafforzare la sicurezza: all'interno o all'esterno del Colosseo? Da entrambe le parti, verrebbe spontaneo rispondere. Intanto il sindaco ha scritto una lettera al prefetto Giuseppe Pecoraro e al ministro dei Beni Culturali Galan chiedendo « l'istituzione di un tavolo tecnico nel quale conoscere le iniziative intraprese per la tutela del Colosseo e dei complessi monumentali limitrofi di competenza statale, e concordare le azioni che questa amministrazione potrà intraprendere a supporto delle stesse per migliorare il livello di sorveglianza e protezione». Giro dice sì alla proposta del sindaco anche se poi puntualizza: «Il coordinamento in realtà già esiste». Attacca anche il Pd: «La sicurezza per il sindaco è solo uno spot». Ma il Pdl fa quadrato intorno ad Alemanno. Antonio Gazzellone, delegato del sindaco al Turismo parla di «polveroni polemici» e ricorda «che proprio grazie alla nostra amministrazione con i lavori di restauro il Colosseo sarà dotato di un nuovo moderno di sicurezza». Quel restauro da 25 milioni di euro che dovrebbe partire a ottobre. La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma fa sapere che non esiste «alcuna situazione di allarme» mentre «al contempo si sono rafforzati i presidi interni», mentre il commissario straordinario per l'archeologia della Capitale Roberto Cecchi ricorda che nel piano di restauro è prevista «anche la messa a norma e l'implementazione degli impianto». L'allarme sulla sicurezza lo rilancia invece la Uil dei Beni culturali: «Nel Mibac a fronte di un fabbisogno di 12.936 unità in servizio ve ne sono poco più di 7500 che diventeranno ancora meno entro la fine dell'anno e scenderanno sotto i 7000 nel corso dell'anno 2012». Più chiari i dipendenti del Colosseo: «Questa è terra di nessuno, gli addetti alla vigilanza sono 7-8 a turno, chiunque può portare all'interno del Colosseo qualsiasi cosa». Come è successo domenica scorsa.