Cinque mesi in più per terminare il Museo dell'Ara Pacis. L'inaugurazione prevista per il Natale di Roma del 2005, è passata dal 21 aprile alla metà di settembre. E precisamente alla data della «Notte bianca» dell'anno prossimo. A far slittare l'apertura dell'opera di architettura moderna più complessa e contestata degli ultimi anni sono state le nuove prescrizioni dell'architetto americano Richard Meier, che ha chiesto ulteriori migliorie: «Riguardano -spiega il direttore dell'ufficio Centro storico, l'architetto Gennaro Farina - la doppia vetrata sul lungotevere ed il trattamento del travertino che ricopre, in parte, l'opera». Per le grandi vetrate sia dalla parte del fiume sia da quella di piazza Augusto Imperatore, infatti, l'architetto Richard Meier, venuto a Roma anche di recente, ha cambiato le dimensioni degli elementi, passando da un metro per due, a ben due metri per cinque: «Indubbiamente - aggiunge Gennaro Farina - queste nuove vetrate oltre a migliorare l'aspetto estetico dell'opera, rispettano le nuove normative antisismiche per Roma, che renderebbero in ogni caso obbligatoria una revisione della struttura e delle componenti della facciata». Vetrate speciali, così come dovrà essere particolarissimo il «taglio» del travertino che ricopre parte del Museo: sarà «a spacco». E cioè? «Grandi lastre che vengono colpite al centro da una sorta di "maglio" -spiega il direttore dell'ufficio Centro storico - e poi tagliate in due. In questo modo si crea un effetto di chiaroscuro sulla superficie della pietra che, sia sotto la luce del sole che quella artificiale, rappresentano un miglioramento estetico del complesso museale». Un travertino che dovrà arrivare dalla stessa cava di Tivoli, dalla quale è stato preso quello che ha usato nel 1938 l'architetto Vittorio Morpurgo pr la sistemazione di tutta la piazza. La terza modifica richiesta da Richard Meier riguarda le caratteristiche del controsoffitto che dovrà essere «fonoassorbente», secondo la nuova normativa sulle prestazioni acustiche dei locali utilizzati a scopi pubblici. Una serie di cambiamenti, sia pure in meglio, che oltre a far slittare i tempi richiedono un discreto gruzzolo di euro in più: si parla - come minimo - di cinque milioni di euro. Ma sia l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut sia il direttore dell'ufficio centro storico sono fiduciosi: i fondi ci sono perché alcuni soldi erano stati accantonati proprio in vista di arredamenti e ulteriori prescrizioni. Non si farà, invece, la gara di appalto per la scalinata, la fontana e l'obelisco, perché anche queste ultime opere sono state fatte rientare nei fondi extra a disposizione. Sarà veramente pronto a settembre il Museo Meier? «Siamo a conoscenza delle migliorie richieste dal progettista che inevitabilmente comportano uno slittamento dei tempi - risponde il titolare dell'impresa che ha vinto l'appalto, Fabrizio Di Amato - la nuova data potrà essere rispettata purché venga approvata in tempi brevissimi una variante che tenga conto delle nuove prescrizioni di Richard Meier». E nel cantiere sul lungotevere il monumento inizia a prendere l'aspetto definitivo: è stata già installata l'orditura di travi metalliche con una luce di 30 metri ed un'altezza di un metro e trenta. Un'opera di altra ingegneria strutturale che poggia su quattro pilastri circolari del diametro di un metro e 20 centimetri, e di 14 metri di altezza. Quanto al sottopasso del lungotevere l'impresa costruttrice, dopo aver consegnato il progetto per un project financing ai competenti uffici del Comune ha adesso «presentato - aggiunge Fabrizio Di Amato - anche gli elaborati sulla parte economica e finanziaria del progetto». Soldi extra per le «migliorie», ma ieri la Corte dei Conti ha assolto l'amministrazione comunale da qualsiasi addebito riguardante i maggiori oneri del costo dell'opera, che avrebbero costituito un danno erariale. Un'indagine che è andata avanti per quasi due anni in seguito all'esposto di un'associazione di consumatori, e ieri è arrivata la sentenza di completa assoluzione. «È la conferma della correttezza del lavoro svolto e della nostra trasparenza -non esita ad affermare l'assessore all'Urbanistica - e fa giustizia finalmente dei tanti commenti fuori luogo che in questi anni sono stati fatti sul cantiere».
Ara Pacis, l'apertura slitta a settembre
Il Museo dell'Ara Pacis di Roma, previsto per l'inaugurazione il Natale del 2005, è stato rinviato al 21 aprile 2006. Le nuove prescrizioni dell'architetto Richard Meier hanno richiesto cinque mesi in più per terminare il progetto. Le modifiche includono la doppia vetrata sul lungotevere e il trattamento del travertino che ricopre parte del museo. Le vetrate speciali e il taglio del travertino saranno realizzati a spacco, creando un effetto di chiaroscuro sulla superficie della pietra. Il controsoffitto dovrà essere fonoassorbente, secondo la nuova normativa sulle prestazioni acustiche dei locali utilizzati a scopi pubblici.
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