La nuova versione del piano casa Lazio arriva a destinazione. Dopo un anno intero di lavoro e dopo un percorso travagliatissimo, l'assessore all'Urbanistica della Regione, Luciano Ciocchetti, porta finalmente in porto la revisione del provvedimento varato dal governatore Marrazzo. Il Lazio ha tagliato il traguardo delle revisioni del centro-destra per ultimo, tra le Regioni in cui si è registrato il cambio di maggioranza. E lo ha fatto tra le polemiche: il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha accusato il nuovo piano casa di mascherare un condono nelle aree vincolate. Un attacco parzialmente rientrato grazie all'intervento del governatore Renata Polverini. Alla fine il risultato è stato acquisito grazie a un maxi-emendamento, votato nel tardo pomeriggio di mercoledì da 41 consiglieri regionali. Nel merito, il nuovo testo prevede molte novità: gli ampliamenti delle abitazioni saranno possibili fino al 20, per un massimo di 70 metri quadrati di superficie. Si potrà però arrivare al 30 se si aggiunge almeno un kilowatt di fotovoltaico. La norma sull'ampliamento si applicherà anche alle zone agricole, mentre nella precedente versione era limitata solo agli agricoltori. Salta anche il limite massimo dei mille metri cubi per allargarsi e il divieto per le villette a schiera. Gli interventi diventano possibili nei centri storici sempre con l'assenso della Sovrintendenza. Modifiche pesanti anche sui cambi di destinazione d'uso da edifici non residenziali a residenziali in questo caso saranno possibili ampliamenti fino al 30 per gli immobili che non superino i 15mila metri quadrati complessivi, con l'esclusione delle zone agricole e nelle zone industriali con superficie maggiore di 10 ettari. Si tratta di una norma contestatissima dall'opposizione, che avrebbe voluto un tetto più basso, sulla quale alla fine è stato però trovato un accordo politico. Il 30 della superficie dell'edificio dovrà essere destinato all'housing sociale. Sulla demolizione e ricostruzione, si potrà aumentare fino al 35 per il residenziale; anche per il non residenziale il tetto sarà del 35, ma non superando il limite di 350 metri quadri. Per le abitazioni plurifamiliari, superiori a 500 metri quadri e in stato di degrado, il tetto per l'ampliamento sarà fino al 60. Per le delocalizzazioni, che servono a salvaguardare le aree di pregio, sarà possibile ottenere un premio fino al 75, che sale al 150 se si delocalizza dalle zone costiere. Infine il condono: la legge introduce l'autocertificazione della regolarità urbanistica per le domande che hanno già maturato il silenzio assenso (praticamente tutte). A stimare l'impatto positivo per l'edilizia è lo stesso assessore Ciocchetti: «Se negli ultimi due anni si sono persi nell'edilizia 12mila posti di lavoro ha spiegato solo con gli interventi di ampliamento partiranno investimenti per 1,24 miliardi, e si creeranno 2lmila impieghi». Buono infatti il giudizio di Stefano Petrucci, presidente Ance Lazio, per il quale la legge sarà «il volano» della ripresa delle costruzioni. «Grazie alle maggiori premialità inserite nella nuova legge fino al 60 di nuove cubature in particolari circostanze si sono create le condizioni di sostenibilità economica per avviare operazioni di demolizione e ricostruzione». I costruttori infatti ritenevano insufficienti i bonus del testo Marrazzo. Il piano casa della Polverini piace persino agli artigiani di Cna che ci vedono «alcuni elementi capaci di garantire ricadute positive sul settore dell'edilizia e dell'indotto, coinvolgendo in particolare artigiani e piccole imprese». Ma il direttore di Cna, Lorenzo Tagliavanti, si dichiara preoccupato «per la scarsa attenzione dedicata al fabbisogno di spazi per le attività produttive».