Da settembre via al piano per gli Scavi di Pompei, ma si annuncia una beffa per i precari locali. La circolare voluta ministeriale prevede che il personale, 330 posizioni, venga assorbito dalle graduatorie degli idonei ai concorsi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Puglie, Calabria e Sardegna perché in Campania non vi sono graduatorie nel settore dei beni culturali. Il ministero utilizza vecchie graduatorie L'ira dei sindacati: beffati i nostri giovani L'impegno Villari: resta possibile il concorso regionale annunciato ad aprile da Galan POMPEI. «Creeremo un bando ad hoc per assumere giovani della Campania nei beni culturali. Parola di ministro». Così rispose Giancarlo Galan a chi in conferenza stampa, lo scorso 12 aprile a Pompei, gli chiese della graduatoria in vigore dei vecchi concorsi che aveva visto esclusa la Campania. Ma la circolare numero 330 per le nuove assunzioni di personale per Pompei pubblicata ieri dal ministero contraddice lo stesso ministro e spegne le speranze dei precari degli scavi. Le assunzioni ci saranno a settembre. Come aveva annunciato Galan. Ma non per i campani: il personale verrà assorbito dalle graduatorie degli idonei ai concorsi svolti in altre regioni, visto che in Campania non vi sono graduatorie aperte nel settore dei beni culturali. Saranno perciò favoriti giovani dalle graduatorie di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Puglie, Calabria e Sardegna. In particolare, il piano prevede l'assunzione in ruolo di 18 dirigenti appartenenti ai diversi profili professionali, 69 funzionari (Area III -F1) 68 assistenti alla fruizione, accoglienza, vigilanza (Area II-F3) e di 25 funzionari (di cui 14 architetti, 9 archeologi e 2 amministrativi). Il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio si dice sconcertato per quanto deciso dal ministero. «Chiederemo spiegazioni più precise nelle sedi istituzionali competenti - ha fatto sapere il primo cittadino di Pompei - e mi batterò per salvaguardare i diritti lavorativi dei giovani del nostro territorio. Spero si tratti solo di una prima trance di assunzioni, in considerazione della somma urgenza di reclutare nuovo personale per l'area archeologica, e che in un futuro immediato l'annunciato "bando di assunzioni ad hoc per la Campania" non resti una utopia. I giovani campani dovrebbero avere la priorità in casi del genere. Perciò porterò l'istanza sul prossimo tavolo di lavoro in cui si discuterà delle sorti di Pompei. Nella stessa sede - conclude il sindaco - avanzerò la proposta dello sblocco del turnover attualmente vigente nella soprintendenza». Duro anche il sindacato. «Altre promesse al vento del ministero - denuncia Antonio Pepe, segretario della Cisl -. La più grande beffa per i giovani napoletani in attesa di lavoro. Dopo il susseguirsi di proclami per nuove assunzioni agli scavi di Pompei, ancora una volta, i giovani napoletani saranno lasciati fuori da ogni prospettiva». La Cisl, inoltre, denuncia la scarsa trasparenza delle assunzioni. «Non si conosce ancora - continua in segretario della Cisl - la procedura che attuerà l'Ales per l'assunzione di personale da adibire alle maestranze del restauro e della vigilanza». Dal ministero il sottosegretario Riccardo Villari prova a smorzare le polemiche: «Non è escluso che il bando ad hoc annunciato all'epoca dal ministro Galan per assumere personale campano possa essere indetto successivamente. In questo momento c'era l'urgenza di rinforzare al più presto il personale della Soprintendenza per far partire il piano del ministero per Pompei. Non c'è da allarmarsi anche perché ci sarebbe anche la copertura economica per un altro concorso: nulla esclude, infatti, che dai 105 milioni che arriveranno a Pompei dall'Unione europea si possano recuperare anche per risorse per nuove assunzioni, questa volta di personale campano» conclude Villari.