Galan: «Aiutiamo i privati che vogliono investire, lo Stato da solo non ce la fa» Il ministro ad Asiago per i 700 anni della Spettabile Reggenza dei sette Comuni. Gian Antonio Stella: «Questa terra è senza padroni, qui non vogliamo palazzinari» Dalla cultura altopianese all'immenso patrimonio culturale italiano da tutelare, dall'excursus storico dei 700 anni della Spettabile Reggenza dei 7 Comuni dell'ordinario di Storia Medioevale dell'ateneo di Verona Gian Maria Varanini, alle origine cimbre del noto giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, che ha stuzzicato a più riprese il ministro della Cultura Giancarlo Galan sui temi del cemento e della cultura, riuscendo ad estorcergli anche qualche promessa. Sala gremita di autorità ma anche di gente comune ieri sera al «Golf club Asiago» per l'incontro tra scrittore, storico e Ministro, moderato dalla giornalista Maria Concetta Mattei. «Abbiamo una sola, grande, persino immeritata ricchezza: la bellezza dei nostri paesaggi, dei nostri siti archeologici, dei nostri borghi medievali...». Ha preso avvio da questo passaggio estrapolato dal libro, fresco di stampa, Vandali della consolidata coppia di giornalisti-saggisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, il confronto sul tema del paesaggio. «Il paesaggio quale rappresentazione materiale e visibile della patria, terra dei nostri padri - ha commentato Stella - una terra, questa, quella dell'Altopiano di Asiago, senza padroni, dove non vogliamo "palazzinari" per mantenere intatta tutta questa ricchezza - ha continuato citando uno dei fattori che minano l'integrità di tale ricchezza, il cemento - L'Italia è il paese con il più alto consumo di cemento d'Europa e il più basso indice demografico. La ricetta per uscire dalla crisi non è, come negli anni '60, il cemento. Per il bene di quella che definisco "la ricchezza, la nostra immeritata bellezza" ci vorrebbe un Ministero che si occupasse di beni culturali e paesaggistici assieme, un Ministero a cui andrebbe agganciato anche il turismo». La risposta di Galan non si è fatta attendere: l'ex governatore del Veneto ha parlato del suo progetto di politica di vantaggio fiscale per la cultura, dei prossimi spot perché il 5 per mille vada ai beni culturali, di una legge che, anche su suggerimento di Stella, vorrebbe cambiare, quella che non punisce con l'arresto chi danneggia opere d'arte, ma anche chi le commercializza. «Riuscirò a stupirvi, preparatevi». Con questa premessa il ministro veneto ha anticipato al pubblico i prossimi spot pubblicitari, in onda nel 2012, per far sì che venga devoluto un contributo alla cultura sulla dichiarazione dei redditi. «Ci sarò io ma anche molti personaggi della cultura, sì anche Stella - ha sorriso puntando l'attenzione sulla "cristallizzazione dei tagli" per quest'anno - spero anche di potervi sorprendere anche con una fiscalità diversa, dedicata a chi investe nella cultura. Perché dove non arriva il pubblico, in questo immenso patrimonio, deve intervenire il privato, al quale bisogna dare un interesse a contribuire, un rendiconto, una fiscalità agevolata - ha fatto sapere Galan - ho già pronto il piano. Ci hanno provato i Ministri prima di me, ci provo anche io, nonostante il momento poco felice».