Con 16 progetti la Regione Campania punta a riqualificare il centro di Napoli. Saranno recuperati edifici, chiese e complessi ospedalieri da destinare ad attività culturali. A disposizione 100 milioni di fondi Por per edifici, monasteri e ospedali Sedici interventi per far rivivere il centro storico di Napoli e trasformarlo in un museo a cielo aperto. È il progetto messo a punto dalla Regione Campania per riqualificare il cuore antico del capoluogo, dal 1995 dichiarato dall'Unesco "Patrimonio dell'umanità" e oggi in condizioni di degrado. Sul piatto ci sono 100 milioni a valere sui fondi Por 2007-2013 che saranno utilizzati all'interno delle antiche mura rinascimentali per interventi su edifici pubblici, chiese, monasteri e complessi ospedalieri, in gran parte chiusi e da destinare ad attività culturali o di accoglienza. I tempi sono stretti, fissati dalla programmazione della spesa dei fondi europei e soprattutto segnati dalle tappe di avvicinamento al Forum delle Culture, in programma in città a luglio 2013. I bandi, secondo Palazzo Santa Lucia, partiranno già a ottobre con lavori da concludersi entro due anni. Partendo da Porta Capuana, la riqualificazione riguarderà via dei Tribunali fino a Port' Alba. Tra gli interventi principali c'è il recupero dell'ex Ospedale della Pace (otto milioni), del complesso di San Sossio e San Severino (5,2 milioni), di quello di Girolamini con l'annessa cattedrale (sei milioni) e del Monastero di San Paolo Maggiore (5,5 milioni). In realtà, l'imponente programma di riqualificazione del centro cittadino era già partito nel 2007, con la sigla di un protocollo d'intesa tra la precedente amministrazione regionale, il Comune di Napoli, la Curia e la Soprintendenza ai beni archeologici, con cui si dava il via al progetto integrato urbano (Piu Europa) per Napoli. Tuttavia gli interventi, prima ancora di partire, hanno subito una brusca frenata. La nuova Giunta di Palazzo Santa Lucia, infatti, a luglio dell'anno scorso ha bloccato i 200 milioni destinati al programma. La maxidelibera con lo stanziamento dei fondi, approvata a gennaio 2010, era finita nel calderone degli atti che hanno contribuito al non rispetto del patto di stabilità interno, sforato a partire da luglio 2009. Poi, ad aprile scorso, l'intervento è stato inserito tra i 22 Grandi progetti della Regione Campania, inviati a Bruxelles nei giorni scorsi per il via libera definitivo. I fondi, però, sono stati dimezzati. E ora l'assessore regionale all'Urbanistica, Marcello Taglialatela, spiega: «Gli interventi non si sovrapporranno a quelli previsti dal Piu Europa, ma ne anticipano solo una parte. Nel piano attuale mancano alcuni siti individuati inizialmente e condivisi anche dalla precedente amministrazione comunale, con cui avevamo ragionato su un'ipotesi di finanziamento di 200 milioni. Ora abbiamo dovuto presentare il piano a Bruxelles per non perdere i contributi europei, concentrando gli interventi immediatamente cantierabili in un pezzo preciso del centro». I fondi, in particolare, verranno spalmati su quattro tipologie di azioni: recupero e rifunzionalizzazione di edifici per scopi culturali (54 milioni), riqualificazione degli spazi urbani (32 milioni), scavi archeologici (nove milioni), valorizzazione del sistema culturale e urbano (cinque milioni). In più, l'amministrazione regionale ha stanziato 20 milioni in regime di aiuti (tra i 70 e i 100mila euro) per i commercianti e gli artigiani che vorranno riqualificare botteghe e piani terra. E il piano incassa anche il consenso dei costruttori napoletani che si dicono pronti a investire e che chiedono lo snellimento delle procedure per far partire subito i cantieri. «È necessario ha detto il presidente dell'Acen Rodolfo Girardi comprimere il più possibile i tempi per l'avvio del programma e della sua gestione, assicurando il massimo della qualità e la trasparenza dei procedimenti amministrativi. Per rendere immediate le procedure di gara potrebbe essere creata una stazione unica appaltante, perché il Forum è vicinissimo ed è un'occasione da non perdere».