Nel più grande sito archeologico del mondo non arriva un nuovo archeologo da undici anni. A Pompei, esiste un solo archeologo per 44 ettari di Scavi. A Pompei l'incremento di personale è fondamentale, aveva detto lo scorso 12 aprile la Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro al neoministro Giancarlo Galan davanti alla piramide di sassi della Schola Armaturarum crollata a novembre scorso. Pompei avrà uomini e mezzi aveva assicurato il ministro presentando il piano di salvataggio da 105 milioni e illustrando il decreto legge appena varato e assicurando proprio al nostro giornale che entro un mese sarebbe stato preparato anche «un bando ad hoc per assumere giovani della Campania». Tre mesi dopo di quel bando - che avrebbe consentito anche a chi in questi anni ha già studiato e lavorato a Pompei, ma è escluso dalle graduatorie dei vecchi concorsi tra cui non figura la Campania, di entrare a far parte del personale degli Scavi - non c'è più traccia. I sindacati, perfino il sindaco Claudio D'Alessio si sentono delusi e traditi. «Ma nulla esclude che quel bando, promesso dal ministro Galan, si farà. Per ora - spiega il sottosegretario ai Beni Culturali Riccardo Villari - è stato fatto un passo importante: sbloccare le vecchie graduatorie ed inviare subito personale a Pompei in modo che il piano di manutenzione programmata possa partire al più presto e procedere speditamente. A mio avviso non è affatto certo che con le assunzioni di settembre, che saranno vincolate ad una presenza di almeno cinque anni a Pompei, si riuscirà a coprire tutte le caselle mancanti. Inoltre - continua il sottosegretario - sarebbe comunque possibile preparare un concorso, riservato questa volta solo ai campani per coprire i ruoli di nuove figure non previste dal piano». Ma ci sarà la copertura finanziaria per bandire un nuovo concorso e fare nuove assunzioni? «Certamente si. I 105 milioni di fondi europei Poin che sono stati destinati a Pompei non verranno certo impiegati tutti in opere di manutenzione e restauro. Anzi, per gli interventi finora programmati per portare al più presto Pompei fuori dall'emergenza servono poco meno di 48 milioni». A settembre le nuove assunzioni. E i soldi, invece, quando arriveranno? «Ci stiamo muovendo perché arrivino prima possibile. La nostra preoccupazione, in questo momento, è assicurarci che la progettualità degli interventi sia ad un livello soddisfacente da garantirci il finanziamento europeo. Anzi, proprio per accelerare i tempi in vista dell'arrivo, a settembre, del commissario europeo per la politica regionale Johannes Hahn, abbiamo appeno stretto un accordo di programma con il ministero per gli Affari Regionali e il ministero per lo Sviluppo Economico - e abbiamo intensificato anche gli incontri con la Regione Campania - che prevede il coinvolgimento di Invitalia. L'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che agisce su mandato del governo potrà cosl affiancare la Soprintendenza, rafforzandola, nella fase di progettualità. L'Unione europea finanzia progetti concreti e interventi mirati: Pompei non può correre il rischio di perdere nemmeno un euro di quei 105 milioni».