Anfiteatro evacuato dopo l'allarme II monumento è stato sgombrato dopo la segnalazione di un volontario della Protezione civile «C'è una bomba», paura al Colosseo ROMA Un barattolo di latta con due fili elettrici. E una grande paura: «Ho pensato ad un attentato terroristico, ad un nuovo 11 settembre», ha raccontato una turista americana. Il terrore di un attimo, ma è stato un attimo lunghissimo. Il Colosseo, uno dei monumenti più famosi e visitati del mondo, ha vissuto ieri una «domenica bestiale». Poco dopo le 17, infatti, in un controllo di routine, un volontario della Protezione civile ha notato dentro l'Anfiteatro Flavio qualcosa di sospetto. Al primo piano, sul lato vicino all'Arco di Costantino e all'area archeologica, c'era un barattolo di latta, un po' nascosto. E, attaccati al contenitore grande più o meno come una scatola di pomodori pelati, due fili elettrici neri. Immediato, è scattato l'allarme-bomba: il volontario ha avvertito la direzione del monumento, di proprietà del ministero Beni culturali, e ha chiamato i carabinieri: «Ho pensato dice Antonio Mastromarino, il volontario che ha trovato il barattolo ad una bomba. Ho mantenuto la calma e avvertito le forze dell'ordine. La latta argentata era in una buca di un metro del primo anello, al di là di una transenna. Forse qualcuno l'ha lanciata», ipotizza. Pochi minuti dopo, ecco la camionetta degli artificieri, per controllare il potenziale ordigno. E, nel frattempo, gli altoparlanti del Colosseo hanno diffuso il messaggio per l'evacuazione, mentre tutta la zona è stata transennata. Niente panico e allarmismi: «Avvisiamo i signori turisti che il monumento deve chiudere per ragioni tecniche». Nessun riferimento, naturalmente, alla bomba. Qualcuno, però, si è spaventato lo stesso. E' il caso di Sally, un'americana in vacanza nella Capitale. Memore delle Torri Gemelle, la sua mente è tornata subito a Manhattan, dieci anni fa: «Ho avuto paura, ho temuto di rivivere l'incubo del World Trade Center e sono scappata subito fuori, cercando di capire cosa era successo». Momenti di tensione anche per qualche altro visitatore: «Per evacuare il Colosseo racconta un italiano c'è voluto del tempo. E se fosse stata una bomba vera?». Le guide turistiche si sono lamentate perché avevano da poco acquistato i biglietti per i gruppi: i tagliandi, hanno poi fatto sapere dal Colosseo, saranno validi anche oggi. Sul posto anche i vigili del fuoco e i Ris, mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è precipitato in tenuta da scalatore dal Gran Sasso, dove era andato per una escursione. In breve, però, l'allarme è rientrato. Già dai primi rilievi era emerso che «la bomba» altro non era che una latta di acqua ragia mezza vuota, assolutamente innocua: «L'opera di un pazzo, oppure uno scherzo di pessimo gusto. Il finto ordigno non poteva esplodere, si è trattato di un falso allarme», ha tirato un sospiro di sollievo Alemanno. Di certo, però, il problema della sicurezza del Colosseo (e in generale dei monumenti romani) si pone di nuovo. Specie adesso che l'anfiteatro è interessato dal progetto di restauro da 25 milioni di euro finanziato dal gruppo Della Valle: «Chiederò al ministero ha aggiunto il sindaco di aumentare i dispositivi di sorveglianza in vista dei lavori. Penso soprattutto a nuove telecamere e metal detector. Non è pensabile che qualcuno entri, con una latta di acqua ragia, senza che nessuno se ne accorga. E se fosse stato altro?». Intorno alle 18.30, un'ora dopo l'allarme, il «botto»: il finto ordigno è stato fatto saltare dagli artificieri con il robot. E la paura, al Colosseo, è passata.