Il Comune: controlli insufficienti Il sovrintendente Broccoli «Non fanno il massimo per la tutela» «Lo ripeto: i custodi al Colosseo sono troppo pochi, sono dieci in meno rispetto all'anno scorso. A causa dei pensionamenti stanno diminuendo ulteriormente, da 21 a 18», spiega Rossella Rea, direttrice del Colosseo. «Per le aree monumentali di Roma Capitale abbiamo fatto il massimo sul fronte della sicurezza, ai Capitolini ci sono i metal detector, abbiamo la vigilanza privata a cura di Zetema, su tutti i monumenti ci sono 2.500 telecamere. Temo che per il Colosseo, che non dipende da noi ma dallo Stato, non ci sia altrettanta attenzione. E questo non è accettabile, visto che parliamo di uno dei monumenti più visitati al mondo. Come è stato possibile che qualcuno indisturbato mettesse quel barattolo di latta, quella finta bomba?», attacca, senza diplomazia, Umberto Broccoli, Sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma. Aggiunge: «C'è un paradosso, dal Ministero ai Beni culturali c'è sempre molta attenzione nel dare indicazioni agli altri per quanto riguarda la tutela dei monumenti...». Quel barattolo di latta con due fili che simulavano l'innesco e che hanno fatto temere la presenza di una bomba, ha alimentato in poche ore il dibattito sulla sicurezza al Colosseo. Mentre il sindaco Gianni Alemanno chiede più sicurezza e l'installazione di telecamere e metal detector, la direttrice Rosella Rea spiega che oggi si svolgerà una riunione per capire bene cosa sia successo e quali contromisure prendere. «I metal detector sono stati disattivati da mesi - ricorda - perché era cessato l'allarme terrorismo. E' presto per dare un giudizio, ma confermo che c'è una carenza di organico». E dunque di controlli. Più pesante Broccoli: «Sarebbe auspicabile che per la tutela del Colosseo venisse fatto il massimo, così come abbiamo cercato di fare noi per proteggere i monumenti di competenza del Campidoglio. Anche questo finto ordigno ritrovato dentro l'area del Colosseo dimostra che questo non è avvenuto. E non è giustificabile». Carenza d'organico tra gli addetti alla sicurezza dei monumenti della Capitale, un vertice oggi per capire quali strumenti adottare per assicurare una reale sicurezza all'Anfiteatro Flavio e una situazione generale dei beni archeologici e culturali della Capitale che preoccupa. Giorni fa l'allarme al Foro romano sorvegliato soltanto da due guardiani, troppo pochi considerando che i furti ai turisti sono all'ordine del giorno. C'è poi l'emergenza delle false guide turistiche, dei venditori ambulanti che scavalcano i cancelli e dei gruppi di rom che pagano il biglietto, entrano e puntano i turisti da derubare. Cinque invece gli addetti alla vigilanza al museo del Palatino dove un mese fa due malviventi hanno messo a segno una rapina da 40mila euro. Le telecamere all'interno del museo al momento non hanno aiutato gli investigatori a rintracciare i ladri.
Colosseo, le reazioni. La direttrice Rea: pochi custodi
Il Comune di Roma ha dichiarato di non aver fatto il massimo per la tutela dei monumenti della Capitale, a causa della carenza di organico tra gli addetti alla sicurezza. Il sovrintendente Broccoli ha affermato che i custodi al Colosseo sono troppo pochi e che la situazione è aggravata dal pensionamento di alcuni addetti. Il sindaco Alemanno ha chiesto più sicurezza e l'installazione di telecamere e metal detector. La direttrice del Colosseo, Rosella Rea, ha spiegato che oggi si svolgerà una riunione per capire cosa sia successo e quali contromisure prendere. Il finto ordigno ritrovato all'interno dell'area del Colosseo dimostra che la tutela non è stata sufficiente.
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