Sgomberata l'area dell'anfiteatro dai turisti. Aperta un'indagine dalla procura di Roma Alemanno: scherzo di cattivo gusto ma rafforzare la sicurezza ROMA Allarme bomba al Colosseo, evacuato l'anfiteatro Flavio. Gli artificieri hanno trovato il fmto ordigno: un barattolo di latta avvolto con nastro adesivo per sorreggere una batteria da nove volt collegata a due fili elettrici peri, dentro acqua ragia. E' accaduto ieri poco dopo le 16, quando all'interno del Colosseo si trovavano un migliaio di turisti. «L'ordigno non poteva esplodere», ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno che ha parlato di «uno scherzo di cattivo gusto o dell'azione di un pazzo, va comunque rafforzata la sicurezza». I carabinieri, intanto, indagano per procurato allarme. Non sono arrivate rivendicazioni. L'oggetto era all'interno di una fossa lunga un metro, profonda trenta centimetri, a venti metri dall'uscita dell'anfiteatro Flavio. ROMA - Un barattolo di latta avvolto con nastro adesivo grigio per sorreggere una batteria da nove volt collegata a due fili elettrici neri. Dentro acqua ragia. Ore 16.15, Antonio Mastromarino, presidente dell'associazione Roma Alfa 10 della Protezione civile nota quello strano oggetto abbandonato su una fossa al piano terra all'interno del Colosseo. Avverte il personale dell'Anfiteatro Flavio che in quel momento accoglie un migliaio di turisti. I carabinieri visionano il barattolo e chiamano gli artificieri. I visitatori vengono fatti uscire («per motivi di sicurezza vi invitiamo ad abbandonare il Colosseo»). Molti turisti, soprattutto americani, entrano nel panico e pensano subito a un attentato «come quello dell'11 settembre», il giorno che ha cambiato la storia. Si respirava un senso di paura e d'angoscia ieri al Colosseo, fatto evacuare per un allarme bomba. «L'ordigno non poteva esplodere» ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno che ha parlato di «uno scherzo di cattivo gusto o dell'azione di un pazzo». I carabinieri, intanto, indagano per procurato allarme. Non sono arrivate rivendicazioni e anche gli investigatori ipotizzano si tratti di uno scherzo. L'oggetto è stato lasciato all'interno di una fossa lunga un metro, profonda trenta centimetri, a venti metri dall'uscita dell'Anfiteatro Flavio. Un'area transennata poco lontano dal gabbiotto dei dipendenti del ministero dei Beni Culturali che ha la responsabilità della sicurezza del monumento, poco distante da una delle nicchie tracciate con una croce, meta dei pellegrini durante la Via Crucis. Un percorso obbligato per chi ha finito di visitare il Colosseo. Alle 18.15 un boato lascia atterriti migliaia di turisti che stanno passeggiando su via dei Fori Imperiali. Gli artificieri, con un robot telecomandato, hanno fatto brillare il barattolo. «Sembrava il classico barattolo da un chilo usato per i pomodori» sussurra una dipendente del Colosseo con il volto stravolto. «Un collega ci ha avvertiti - racconta la ragazza, capelli biondi raccolti - abbiamo aiutato i turisti a uscire e poi ci siamo allontanati correndo, ci avevano parlato di una bomba, non sapevamo ancora che fosse un falso allarme». Perché l'ordigno, definito dagli esperti «rudimentale» secondo i primi rilievi non poteva né esplodere né incendiarsi. Ma la paura, dopo ore, non ha ancora abbandonato gli occhi di chi in quel momento si trovava all'interno del Colosseo. Non sembra ancora trovare conferme la notizia di una telefonata anonima arrivata ai vigili del fuoco per avvertire della presenza di una bomba. Anche il sindaco ha parlato dell'allarme dato dal volontario della Protezione civile, spaventato da quei fili elettrici che avevano subito fatto pensare a una bomba. I rilievi degli artificieri sono durati diverse ore. Decine di turisti continuavano a chiedere se potevano entrare, ma la risposta per tutti era la stessa: «Oggi il Colosseo resta chiuso per motivi tecnici». Il sindaco ha assicurato che oggi l'Anfiteatro Flavio resterà aperto e ha sottolineato la necessità di «rafforzare il sistema di sicurezza con metal detector e telecamere». Secondo Rossella Rea, direttrice del Colosseo, «c'è un problema di organico, i custodi sono pochi, dieci in meno rispetto allo scorso anno». All'entrata del monumento ci sono metal detector ma sono stati disattivati mesi fa. Il falso allarme bomba insospettisce Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali che parla di «strana intimidazione». «Proprio oggi - spiega - sarà pubblicato il bando per la gara d'appalto dei lavori di restauro del Colosseo sponsorizzati da Diego Della Valle».