Apprezzamenti tanti. Di soldi, almeno per il momento, nemmeno l'ombra. Il presidente della Regione Renzo Tondo non si è sbilanciato ieri, nel corso della sua visita alla Biennale diffusa, allestita al Magazzino 26 del Porto Vecchio. «Questa è una mostra d'altissimo livello in una città europea», è stato il suo commento, dopo aver letteralmente galoppato attraverso le sale, accompagnato dal curatore, Vittorio Sgarbi Ma, incalzato dalle domande dei giornalisti, non si è lasciato sfuggire promesse sul fronte dei finanziamenti: «Questo è un momento non molto facile per tutti, amministrazioni pubbliche comprese ha sottolineato perciò non posso prendere impegni precisi». Rivolgendosi fra gli altri anche alla curatrice del restauro del Magazzino, Rossella Gerbini, e alla responsabile artistica dell'evento Barbara Fornasir, Tondo ha sottolineato che «per Trieste e il Friuli Venezia Giulia il riordino del Porto Vecchio diventa un asset assolutamente positivo, da sviluppare secondo il progetto autorizzato dall'Autorità portuale, alla quale la Regione potrà senz'altro affiancarsi, pronta a fare la sua parte, perché la riqualificazione dell'area del Porto Vecchio è una prospettiva di carattere nazionale e internazionale». In merito alle future utilizzazioni delle aree portuali, sulle quali il sindaco, Roberto Cosolini si è recentemente espresso, parlando di «parziale utilizzo per l'edilizia popolare», Tondo ha spiegato di «non avere pregiudizi, ma certamente le scelte debbono essere condivise». Alla visita hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della quarta Commissione del Consiglio regionale, Alessandro Colautti, il segretario generale dell'Iniziativa Centroeuropea, Gerhard Pfanzelter, il coordinatore della Biennale a Trieste Pietro Colavitti, Marco De Eccher, il presidente di Porto Città Antonio Rigon.