Santa Giulia, ma non solo. Da due anni il Comune sta lavorando per rilanciare i numerosi siti di interesse archeologico che si trovano in via Musei. «Grazie all'importante collaborazione con il ministero dei Beni Culturali e con la Soprintendenza archeologica stiamo dando vita a un progetto organico di riqualificazione dell'intera area- sottolinea in una nota il sindaco Adriano Paroli - . Le principali zone di ricerca e recupero si trovano ora nel pronao del Capitolium e riguardano il teatro romano: è in corso una riflessione complessiva sull'area, tesa a una migliore conoscenza del patrimonio archeologico che racchiude e all'individuazione delle tappe principali per arrivare a un'efficace valorizzazione, II processo allarga sempre più l'area d'interesse culturale, artistico e turistico: penso, per esempio, all'importante recupero che la fondazione Cab sta facendo della chiesa dedicata a Santa Maria della Carità». II sito del Capitolium - sottolinea il sindaco - arricchirà il panorama archeologico-museale della città, che da pochi mesi è stato riconosciuto «patrimonio dell'umanità» dall'Unesco. «Ma le sinergie costruite dal Comune e la grande capacità di rilanciare i suoi tesori non si ferma qui - annuncia Paroli -. Oltre al ministro Galan, sempre più interessato ai progetti riguardanti la nostra città, le più recenti aperture vengono dall'assessore regionale Buscemi, che ha confermato l'impegno assunto mesi fa dal presidente Formi-goni durante i festeggiamenti per il 200 del Teatro Grande. Tutta l'area diverrà uno dei musei storiografici più significativi per l'intera cultura europea: dalle Origine etrusche, romane e poi cenomani, passando per l'alto e il basso medioevo, ospitando culture e società come quelle longobarde, Brescia può raccontare la storia degli ultimi due millenni». «IL RILANCIO del sito romano - aggiunge Paroli - prende in considerazione non solo i singoli nuclei architettonici, costituiti dai monumenti antichi (santuario repubblicano, Capitolium, teatro romano, decumano) e dai palazzi (casa Pallaveri e palazzo Maggi Gambara), ma pure l'area nel suo insieme, per arrivare a un progetto organico e globale di apertura al pubblico». «Proprio a questo fine la Soprintendenza ha proseguito in questi mesi lo studio scientifico dell'area- aggiunge l'assessore alla cultura Andrea Arcai -. In particolare gi scavi dell'ex Santuario Repubblicano e della zona antistante il pronao hanno evidenziato elementi straordinariamente innovativi nella sequenza degli avvicendamenti edilizi verificatesi tra il II secolo a.c. e l'età Flavia, fino atutto il Medioevo. In particolare le sequenze stratigrafiche che evidenziano la presenza di resti insediativi più antichi rispetto a quelli del Santuario Repubblicano. Da ciò l'importanza di affiancare all'attività di scavo il restauro del pronao da parte del Comune». Di «notevole pregio» secondo Paroli è anche il restauro in corso della struttura del Pronao del Tempio: timpano e colonnato, portici laterali, scalinata, facciata esterna del tempio: «Il lavoro consentirà di fermare tutti i fenomeni che stanno causando un rapido degrado dei manufatti - assicura il sindaco -. Se a ciò si aggiunge che la scalinata è in diretto collegamento con il grande scavo archeologico in corsa prospiciente le strutture architettoniche originali del Tempio, emerge la necessità scientifica di far procedere insieme gli interventi. Tutte queste lavorazioni saranno propedeutiche alla musealizzazione delle tre celle del tempio il cui progetto generale è in corso da parte del Settore Edilizia Monumentale e i cui lavori si prevede termineranno entro la seconda metà di novembre, mentre per i lotti successivi riguardanti il teatro romano e i palazzi circostanti sono in corso attente valutazioni e analisi».
BRESCIA - Non solo Santa, Giulia: il Foro nuovo scrigno. Il sindaco Paroli: Entro la fine di novembre termineranno i lavori alle celle del tempio
Il Comune di Brescia sta lavorando per rilanciare i siti di interesse archeologico nella zona dei Musei. Il progetto, che coinvolge il ministero dei Beni Culturali e la Soprintendenza archeologica, mira a valorizzare l'area e a renderla uno dei musei storiografici più significativi per l'intera cultura europea. Le aree di ricerca e recupero si concentrano nel pronao del Capitolium e nel teatro romano, con l'obiettivo di una migliore conoscenza del patrimonio archeologico e dell'individuazione delle tappe principali per la valorizzazione. Il progetto prevede anche il restauro del pronao del Tempio e della struttura del Capitolium, nonché la musealizzazione delle tre celle del tempio.
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