L'allarme per la scadenza di dicembre. «Merito del governo e del Pdl il Piano per il Sud» Catania. «C'è un rischio di disimpegno automatico delle risorse comunitarie entro dicembre». A lanciare l'allarme è Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia di Catania e coordinatore regionale del Pdl, che nel rivendicare al governo nazionale e al suo partito «il merito» dei finanziamenti sbloccati dal Cipe per il Sud, mette in guardia Raffaele Lombardo: «Chiediamo che il governo regionale si assuma la responsabilità di far partire tutte le risorse che oggi non sono state ancora utilizzate». Nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare «il successo» ottenuto dalla Sicilia con il via libera al «Piano per il Sud» (citato anche dal premier durante l'intervento in Parlamento per rassicurare i mercati sulle prospettive di crescita e sviluppo per l'Italia), Castiglione non si è limitato a spiegare i vantaggi in caldo per la Sicilia orientale e l'area etnea. Ma ha voluto soprattutto, insieme con i colleghi Pino Firrarello, Enzo Gibiino, Basilio Catanoso, Enzo Garofalo, Salvo Torrisi e Innocenzo Leontini, sollecitare la Regione a non mandare in fumo i fondi europei che aspettano solo di essere impiegati. «I bandi sono in fortissimo ritardo - segnala Leontini - il primo dei beni culturali per acquisire parte di queste somme è stato pubblicato in questi giorni...è chiaro che rischiamo grosso». Bordate in piena regola contro Lombardo e la sua giunta, alle quale il Pdl non riconosce neanche un concorso di merito nella battaglia vinta a livello nazionale. Secondo Castiglione, infatti, i protagonisti di questo traguardo sono tutti targati Pdl: il ministro per le Politiche regionali, Raffaele Fitto «in primis», il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dell'Ambiente, Stefania Prestigiamo, e il neo segretario del partito, Angelino Alfano, che in questo impegno «ha speso le prime energie del suo mandato». In altre parole, a fronte della «particolare attenzione» riservata dal governo nazionale al Mezzogiorno, pur in tempi di crisi, la Regione avrebbe fatto ben poco in questa partita. «Lombardo si ascrive meriti che non ha», taglia corto Castiglione, tornando sui fondi comunitari che avrebbero già potuto «contrastare la crisi» nell'Isola e rischiano invece di dissolversi. Critiche e bordate, appunto, che sfiorano anche la questione del Corridoio 1 Berlino-Palermo. «Non aspettavamo il presidente della Regione per sollevare il problema - osserva Castiglione - lo vogliamo rassicurare: l'idea del commissario europeo di eliminare questo importante tratto Basilicata-Calabria-Sicilia si è fermata a un fatto tecnico perché in sede politica è già una cosa superata». Grazie, naturalmente, all'impegno degli europarlamentari del Pdl che hanno già «depositato un'interrogazione». Ma venendo alle opere ormai certe che saranno realizzate in Sicilia con gli stanziamenti del Cipe, Castiglione annuncia che a settembre partiranno le procedure per i finanziamenti privati anche sulle energie rinnovabili e la banda larga. La Catania-Ragusa e la velocizzazione ferroviaria della Catania-Palermo sono i fiori all'occhiello del programma di investimenti. Ma per il futuro prossimo la Provincia conta di realizzare anche la seconda pista di Fontanarossa. «Non l'abbiamo inserita perché manca lo studio di fattibilità, visto che servivano opere immediatamente cantierabili - informa Castiglione - ma è strategica e nel nostro piano di sviluppo c'è anche un piano di mobilità per tutti i paesi pedemotani». 06082011