La denuncia a mezzo stampa dell'architetto Ciafaloni, sfruttando la scia delle mutande hard, sul degrado di piazza del duomo, è la più diretta e lampante conferma di una vergognosa strumentalizzazione in atto contro i bancarellai della piazza. La macchina del fango si è dunque clamorosamente rimessa in moto, dopo anni di malcelato e sofferto silenzio per colpire alla radice i diritti e il lavoro dei venditori in regola della piazza. E' ricominciato insomma un gioco al massacro, un cinico gioco a chi la spara più grossa, ma noi imprenditori non resteremo fermi a farci impallinare. Forti di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che ha dato ragione alla categoria, non permetteremo a nessuno di infangare il nostro lavoro e la nostra dignità. Il pulpito da cui pontifica l'architetto Ciafaloni è il meno adatto a impartire lezioni se è vero che noi siamo sempre stati disposti a riqualificare e migliorare le bancarelle, a nostre spese, adeguandole il più possibile al contesto monumentale. Dalla Soprintendenza abbiamo ricevuto solo ed esclusivamente rifiuti alle nostre proposte, tanto che non ci è consentito neppure avere la corrente elettrica! Siamo d'accordo sul fatto che piazza del Duomo andrebbe tutelata dal degrado, ma il degrado non sono certo le bancarelle, molto gradite dai turisti di tutto il mondo, sono piuttosto la miriade di venditori abusivi che liberamente, ad ogni ora del giorno e della sera, smerciano ovunque i loro oggetti illegali e contraffatti, il degrado sono gli incresciosi accampamenti di via Contessa Matilde, il degrado sono i furti ripetuti ai danni di turisti e visitatori. Come Fiva Confcommercio Pisa siamo a disposizione per migliorare ciò che può essere migliorato, ma non accetteremo mai di fare i capri espiatori di una situazione le cui eventuali responsabilità sono indubbiamente altrove. Chi pensa di utilizzare la scusa delle mutande hard per farci la guerra, è bene che si ricreda al più presto. Franco Palermo Presidente Fiva Confcommercio