La ricetta del ministro: questo "male" non si cura con l'aspirina ma con l'antibiotico. Un passo indietro di Berlusconi? Deve fare tre passi avanti. E il ministero dell'Economia va diviso. Su Zaia: comunica meglio di me CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) - Per il ministro della Cultura Giancarlo Galan in una situazione eccezionale come quella attuale «mancano grandi atti di coraggio e fuori dall'ordinario, una rivoluzione in senso liberale come si aspettavano i nostri elettori». Lo ha detto dal palco di Cortina InConTra, spiegando che le direttrici nelle quali il governo dovrebbe muoversi: «vendere tutto quello che non è necessario», semplificare la vita dei cittadini «abolendo alcune strutture come le camere di commercio». Galan si è chiesto a cosa serva, ad esempio, il certificato antimafia e produrre il Durc (documento unico di regolarità contributiva) richiesto a chi voglia avere a che fare con la pubblica amministrazione. Il ministro ha infine sollecitato l'abolizione delle Province. Giancarlo Galan non pensa che Silvio Berlusconi debba lasciare la mano nella guida del governo. «A chi dice che Berlusconi deve fare un passo indietro - ha argomentato Galan - io dico che ne deve fare tre avanti: deve tirare fuori quella volontà che aveva nel '94!». Sui rapporti spesso tesi con gli alleati della Lega Nord, Galan ha risposto: «Alla Lega io non rimprovero nulla, hanno diritto di cercare i propri voti dove vogliono, soprattutto al Nord. Io i rimproveri li faccio ai miei: troppa mollezza, troppa moderazione». «Con la Lega - ha concluso Galan - siamo e saremo alleati nel governo, poi ci facciamo una sana concorrenza interna». «SPACCHETTARE IL DICASTERO DELL'ECONOMIA» - Il ministero dell'economia va tagliato in due parti, uno destinato alle entrate l'altro alle uscite. «È sbagliato - rileva - che sotto un unico ministro, Tremonti, siano gestite le entrate, le uscite e il potere di controllo delle uscite». Tutto questo, chiarisce Galan, «chiunque sia il ministro e soprattutto se si tratta di Tremonti». Il ministro non nasconde di avere una diversa matrice politica rispetto al collega Tremonti: «io sono un liberale - spiega - lui era un socialista». L'ex presidente del Veneto riferisce poi un retroscena del dibattito tra i ministri che ha portato alle definizione della manovra. «È stato un piano partecipato - ha detto - nel senso che ai ministri è stato chiesto qualcosa. Si è arrivati in cdm e abbiamo discusso il piano per 5 ore». «Abbassare le tasse per farle pagare a tutti. Lo si può fare anche adesso. Gli statalisti dicono che in un momento di crisi non si può. Io penso di sì, perchè è l'unico momento possono passare misure anomale». È la proposta del ministro Galan, per far recuperare entrate all'amministrazione pubblica. «Si pagano più tasse quando l'imposta è bassa - ha aggiunto Galan - L'unico che l'ha fatto è stato Ronald Reagan, ed ha funzionato». «Se l'imposta è del 30 io la pago - ha esemplificato Galan - se l'imposta è del 52 cerco di non pagarla». «Abbiamo avuto 15 anni per abbassare le tasse - ha proseguito il ministro - Ci sarà stato un momento in cui lo si poteva fare. So che adesso è difficile, ma una rivoluzione liberale è possibile anche in un momento di crisi». Galan ha quindi indicato la propria ricetta per far recuperare alle casse dello Stato altre risorse: «eliminare le Province, e poi vendere tutto ciò che si può vendere, impedire a Comuni di avere partecipazioni in aziende, dai Casinò alle centrali del latte, che invece potrebbero essere vendute domani». In breve, ha concluso il ministro: «vendere, semplificare la vita dei cittadini, e abolire tutti gli enti che non sono strettamente necessari». «ZAIA COMUNICA MEGLIO DI ME» - Giancarlo Galan sveste i panni del ministro della cultura per giudicare chi lo ha sostituito alla poltrona di governatore del Veneto. «A Luca Zaia ho alcune critiche da fare - dice dal palco di Cortina InConTra - ma ammetto che è riuscito a comunicare molto meglio di me». Per Galan, Zaia «fa un errore, che è quello della Lega: conquista il consenso contro. Essere contro e dopo andare a governare è delicatissimo». Il ministro si dice disponibile a dare una mano a Zaia «per il bene del Veneto» ma gli tira le orecchie sui ritardi nel sì al progetto per la costruzione del nuovo ospedale di Padova. «Intanto in Veneto - si rammarica - si è perso un anno e mezzo». «Fosse stato per me, con Gianfranco Fini non avrei mai rotto, e neanche con Casini. Ma forse, fosse stato per me, oggi saremmo al 2». Così, da Cortina, il ministro Giancarlo Galan ha dato la propria lettura del divorzio politico tra Berlusconi e Fini. «Con Fini - ha aggiunto - probabilmente non avrei mai rotto, anche se, dopo, valli a sapere i motivi di quella rottura...». «Di regole in politica - ha concluso Galan - ce n'è almeno una: che bisogna attrarre, non separare». «CI VUOLE L'ANTIBIOTICO» - «Siate coraggiosi, fatelo! Pensate alla medicina necessaria, che non è l'aspirina: ci vuole il più potente antibiotico che l'Italia abbia avuto dal dopoguerra». Questo l'invito che il ministro della cultura Giancarlo Galan ha voluto lanciare al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro Giulio Tremonti prima della conferenza stampa sui provvedimenti anti-crisi convocata in serata a palazzo Chigi. «Se fossi un bravo politico dovrei dire che la legislatura finirà nel 2013, ma mi sento di affermare che sia più logico prevedere la scadenza del maggio 2012». Lo pronostica il ministro della cultura Giancarlo Galan, parlando dal palco di Contina InConTra. «Il mondo è cambiato - sottolinea - occorre adattare i programmi del governo e dell'opposizione alla velocità di queste modifiche, che non è quella della politica». A chi gli chiede chi saranno i protagonisti della sfida che nel 2012 sferrerà il centrosinistra, Galan non risparmia toni caustici, bocciando sia Bersani che Vendola. «Vendola è stato il governatore più disastroso per la sua regione - rincara -. Bersani mi è simpatico, ma a capo del Politburo è stato un disastro. E di fronte all'ipotesi che veda come sfidante Rosy Bindi, il ministro taglia corto: »In quel caso non ci sarebbero dubbi sull'esito elettorale». «TURISMO DIVISO DA BENI CULTURALI NON HA SENSO» - «Non ha senso, è una fesseria» l'attuale divisione tra ministero dei beni culturali e del turismo. Parola di Giancarlo Galan, che dal palco di Cortina InConTra non esita a inimicarsi dopo Tremonti anche la collega Brambilla. «Che motivo avrebbe un russo, un indiano o un cittadino che si può permettere un viaggio intercontinentale - si chiede il ministro dei beni culturali - di andare a Jesolo e Rimini invece che alle Maldive?». Per Galan la spiegazione è semplice: «qui da noi va a Venezia, Verona, sale sulla Marmolada, vede le città murate: è per questo che vengono da noi. Tutto dipende - conclude - dall'unico vantaggio che l'Italia ha, ovvero un patrimonio di tremila anni». (Ansa)