Un «gioiello» in attesa da 30 anni Nicosia. Si attende il via libera della soprintendenza di Enna sul progetto definitivo per il recupero dell'ex complesso religioso di Santa Domenica. Ieri pomeriggio si è tenuto un vertice tecnico al quale ha partecipato il sindaco Antonello Catania, su un progetto che è considerato tra più complessi, tra quelli finalizzati al recupero urbanistico, degli ultimi anni. L'area, un tempo occupato da un monastero con l'annessa chiesa, da circa 30 anni è in totale stato di abbandono, deturpata da un muraglione di cemento armato realizzato nell'ambito di un progetto incredibilmente sbagliato di ricostruzione della chiesa. Il progetto presentato dall'amministrazione comunale e curato dall'Ufficio tecnico è stato ritenuto finanziabile con una copertura di circa 2 milioni di euro, ma adesso è necessario depositare alla Regione il progetto cantierabile con le autorizzazioni degli organi di tutela. Di Santa Domenica rimangono pochi ruderi pericolanti ed una vasta area degradata e pericolosa nel cuore del centro storico. Il progetto prevede che sull'area venga realizzato un nuovo edificio che rispetti il contesto urbanistico ed architettonico della zona, che è una delle più antiche, che dovrà ospitare un museo letterario ed un centro di studi linguistici. La somma necessaria prevista ammonta ad oltre 2 milioni di euro. L'idea è quella di realizzare un luogo letterario dedicato al galloitalico, la parlata dialettale nicosiana, che in Sicilia si trova solo in altri 10 Comuni, tra i quali nell'ennese Sperlinga, Aidone e Piazza Armerina. Un museo dedicato al farmacista poeta Carmelo La Giglia, fine letterato e osservatore dei costumi che in galloitalico descrisse una società tardo ottocentesca afflitta da mali molto simili a quelli di oggi. Indifferenza, corruzione, disprezzo per la cultura e la storia, falsi moralismi. La Giglia ebbe il merito di dare forma scritta al galloitalico "nicusciotu" rendendone la musicalità francofona custodita per oltre 900 anni. Per creare dinamismo culturale ed economico, legato all'afflusso di studiosi, ricercatori e turisti, il progetto prevede che l'edificio ospiti un centro di documentazione e studio dei dialetti, che quindi diverrebbe riferimento per la ricerca linguistica. Parte dell'area oggi invasa da macerie e sterpaglie verrà destinata a parcheggio, necessario per la fruizione del museo letterario che si trova su un'antica strada stretta ed a senso unico. Giulia Martorana 04082011