CAMPOBASSO - «Volevo che il progetto del parco interregionale e integrato potesse avere la sua sede istituzionale nella ex sede del custode presente nel cuore di Altilia. In quel luogo avrebbero potuto essere inserite le direzioni nazionali anche del centro ippovie rurali dell'Engea e della neo nata agenzia turistica sport, ambiente e turismo eco ambientale sempre dell'Engea. Tre strutture nazionali che avrebbero anche e soprattutto potuto dare lavoro a dipendenti molisani ma che l'incomprensione di alcune istituzioni locali, come il Comune di Sepino e la Soprintendenza regionale, non hanno saputo o voluto comprendere a pieno ». Questo l'amaro sfogo dell'architetto Antonello Filippi che abbiamo raggiunto telefonicamente a qualche giorno di distanza dalla sua azione provocatoria realizzata all'interno dell'area archeologica di Altilia. «Per dar vita ad un simile progetto come quello del Parco dei tratturi del Molise tra Enti nazionali non c'è bisogno di un bando di concorso ma si attuano i cosiddetti accordi di programma. Come responsabile nazionale dell'Engea ho proposto al dottor Famiglietti e alla dottoressa Russo di dare vita ad un partenariato finalizzato alla definizione dell'accordo di programma per il recupero, l'infrastrutturazione turistica e la valorizzazione del Regio tratturo Pescasseroli- Candela e dell'area archeologica di Altilia, ma nulla è stato fatto. Con l'istituto del restauro di Roma, inoltre, ero riuscito a riprendere un vecchio progetto che presentai nel 2005 a Civitacampomarano per creare proprio a Sepino nel cuore di Altilia un centro di restauro architettonico, archeologico e ambientale. Grazie al supporto dei tecnici e docenti dell'istituto del restauro di Roma sarei inoltre riuscito a qualificare le maestranze della regione Molise e a dare lavoro anche a persone di Sepino, ma la freddezza è sta- ta più forte della passione e dello spirito d'iniziativa che ho profuso negli ultimi tre anni in questo progetto. Il Molise ha perso l'ennesima occasione di sviluppo e promozione del suo territorio e delle sue bellezze, ma io più che proporre e progettare non potevo far altro. Se chi di dovere, mi riferisco alle istituzioni, non ha compreso il mio lavoro vuol dire che il Molise rimarrà isolato nella sua piccolezza. Mi si è accusato di presentare dei progetti poco chiari e ricolmi di svariate iniziative ha rimarcato l'architetto Filippi . A queste accuse rispondo che chi ha detto queste falsità si deve andare a leggere ciò che si realizza per esempio, nel Parco nazionale dell'Abruzzo. Un parco per sua definizione è un insieme di attività tutte legate all'ambiente e al suo sviluppo e valorizzazione. Per esempio dal 16 al 18 luglio era prevista proprio a Sepino una tre giorni d'incontri con tutti i referenti nazionali dell'Engea per quanto riguarda le ippovie italiane. Un evento che poteva elargire ulteriore promozione ad Altilia e al sito archeologico che è in completo e totale abbandono, ma dato che sono stato accolto come un pazzo o un fuori di senno l'evento si svolgerà a Viterbo in un contesto più sobrio ed accogliente. Dirò di più. Come Arca Sannita ci eravamo accollati anche il compito di manutentare il tratturo attraverso il pascolo degli animali e il recupero delle piante storiche dell'agricoltura rurale. A questo punto ci tiriamo indietro anche da questo punto di vista e lasciamo ai competenti e professionisti locali il compito di valorizzare e promuovere la storia e la bellezza del tratturo molisano. Al sindaco di Sepino e ai dirigenti e ai politici regionali e ai dirigenti della Soprintendenza del Molise lascio il ruolo di tutori del tratturo e dell'area archeologica di Sepino visto che il sottoscritto è stato visto più come un disturbatore che come un professionista propositivo». SteVen