Battaglia in Aula ma il Piano casa è legge Lopposizione: "È incostituzionale" E il Pd annuncia: ora prepariamo il referendum abrogativo Resta la tensione Polverini-Galan, il ministro: Regione disattenta. Larchistar Fuksas: così si distrugge lurbanistica del Lazio Passa ma lopposizione annuncia battaglia. Il Pd: referendum abrogativo Il piano casa della Regione Lazio è legge. Unapprovazione faticosa giunta tra le polemiche, dopo un maxiemendamento calato nella notte, con lopposizione che abbandona laula. Mentre è ancora viva leco delle dichiarazioni del ministro dei Beni culturali Galan che aveva definito «incostituzionale» il piano dellassessore Luciano Ciocchetti, il Pd annuncia un referendum abrogativo. Contro il Piano anche larchitetto Massimiliano Fuskas: «Così si distrugge lurbanistica di una regione». Dieci mesi dopo la sua approvazione in giunta, dopo infinite discussioni e polemiche, dopo 7 giorni di battaglia in aula alla Pisana (animata come mai in questa legislatura), con 41 voti a favore e 22 contrari, il Piano casa della Regione Lazio è legge. Cè voluto un maxi emendamento (strumento inedito se si escludono le sessioni in cui si affronta il bilancio) per abbattere le barricate alzate dallopposizione (che sul punto non ha partecipato alla votazione), nettamente contraria al piano che porta la firma dellassessore Luciano Ciocchetti. Il tentativo dellesponente Udc di imbastire una delicata mediazione è naufragato di fronte alle necessità di stringere i tempi per consentire la discussione dellassestamento di bilancio. Ma, soprattutto, è mancato il terreno di confronto su una legge che Pd, Sel, Idv, Verdi, Radicali e Federazione della sinistra hanno definito «eversiva e anticostituzionale». Lopposizione si è trovata in buona compagnia visto che, dopo le polemiche di due giorni fa, anche ieri il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha ribadito che «ci sono 4 o 5 punti nella bozza che hanno un profilo di incostituzionalità. Bastava essere più attenti. Un intervento prima serve a evitare una impugnativa alla Corte costituzionale. Io sono lì per difendere e tutelare le bellezze che ha lItalia». La frizione con Renata Polverini, insomma, resta viva. Tanto che la governatrice, dopo essersi rivolta direttamente a Silvio Berlusconi, ieri ha parlato anche con il segretario Pdl Angelino Alfano, «il quale ha ribadito - afferma la Polverini - il suo sostegno alla giunta e al Consiglio regionale per il varo del Piano. Comè ovvio abbiamo concordato di andare avanti». Convinto della legittimità costituzionale è, ovviamente, Ciocchetti che si dice «assolutamente tranquillo». Luscita di Galan, però, non è indolore. Laltra notte, dopo unestenuante giornata di polemiche, in attesa di una precisazione da parte del ministro dei Beni culturali che non è mai arrivata, la Polverini ha preso la parola in aula alla Pisana: «Oggi cè stato lintervento a gamba tesa di un ministro nellattività di unassemblea legislativa. Ho trovato sconveniente che parte di questaula gli ha dato ragione, si è messa al servizio del governo Berlusconi. Siete berlusconiani», ha urlato la Polverini allopposizione. Il video del suo intervento, registrato dai Radicali, su internet è già diventato un cult. Ma, allo stesso modo, è destinato a essere ricordato quello che è stato definito «lemendamento copia e incolla», un articolo (il 9bis) introdotto allultimo momento e che ha fatto insorgere lopposizione. In una conferenza stampa, la minoranza ha denunciato come «grazie a questo emendamento Alemanno diventa il dittatore dellurbanistica di Roma». Una norma che avrebbe previsto per i sindaci la possibilità di andare in deroga al piano regolatore, senza passare dal consiglio comunale. La maggioranza, presa in contropiede, è stata costretta a rettificare: «È stato un errore tecnico legato al computer - si è giustificato Ciocchetti - il 9bis era già stato inserito tra gli emendamenti da sopprimere. È stato un errore di copia e incolla. Chiedo scusa allaula». Unammissione, però, che non basta a placare le polemiche su una legge «iniziata male e finita nel modo peggiore, con una forzatura e uno strappo istituzionale», afferma il vice capogruppo del Pd Claudio Moscardelli. Perché, oltre al problema di merito di una legge «che fa apparire Berlusconi come un ambientalista», ironizza il verde Angelo Bonelli, cè una questione di forma: il maxi emendamento. «Non si gioca con le carte truccate - attacca il capogruppo di Sel, Luigi Nieri - se vogliamo approvare ragionevolmente questa legge siamo pronti a restare qui tutto agosto». Perché, è convinto anche Claudio Bucci, Idv, «non ci hanno fatto discutere perché volevano andare in ferie». Ma intanto la battaglia su quello che i Radicali hanno definito «il sacco di Roma», si sposterà nei consigli comunali «che non saranno posti tranquilli», ha avvertito Fabio Nobile, Fds. E guarda avanti anche il Pd, pronto a ricorrere a un referendum. Lanciata ieri dai deputati Michele Meta e Roberto Morassut, la proposta è stata ripresa anche dal partito romano: «Siamo pronti a una straordinaria mobilitazione dal basso che punti allabrogazione per via referendaria di questa legge».
ROMA - Piano casa, legge della discordia
Il Piano casa della Regione Lazio è stato approvato in aula alla Pisana dopo un maxi emendamento che ha abbattuto le barricate alzate dallopposizione. La legge è stata definita eversiva e anticostituzionale da molti partiti, tra cui il Pd, Sel, Idv, Verdi, Radicali e Federazione della sinistra. Il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha definito la legge incostituzionale, mentre il governatore Renata Polverini ha accusato il ministro di aver intervento a gamba tesa in aula. Il Pd ha annunciato di essere pronto a ricorrere a un referendum per abrogare la legge. Lopposizione ha abbandonato laaula dopo un'estenuante giornata di polemiche.
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