LA DENUNCIA LUCCA. «Inconcepibile come il progetto non sia cambiato di una virgola». Da anni, l'ex Laboratorio di urbanistica contrattata - oggi si chiama semplicemente contrada San Concordio - porta avanti una battaglia contro la realizzazione dello "Steccone", il complesso di negozi e uffici che la società comunale Polis sta costruendo nell'area una volta occupata dalle ex officine Italgas. E non si spiega come mai, nonostante due sequestri giudiziari, un'indagine di Arpat che rivela la presenza di sostanze pericolose nell'area, Polis non abbia «cambiato il progetto di una virgola». Tanto meno - dice Claudia Mei, referente del comitato di San Concordio - è comprensibile come mai la politica non si sia occupata di questa vicenda che ha fatto finire sotto inchiesta 9 persone, compresi i vertici di Polis. «In tutta questa vicenda - conferma Claudia Mei - il dato più grave è che noi cittadini siamo stati costretti a rivolgerci alla magistratura visto che, finora, la politica non ci ha dato risposte su quello che sta accadendo in questa zona. Anzi, l'unico provvedimento del Comune è stata la concessione di una proroga di 10 mesi alla validità del permesso a costruire, sulla base di motivazioni che ci appaiono ridicole. Oltretutto, a nostro avviso, la richiesta di proroga è anche stata protocollata quando il permesso a costruire era scaduto». Infatti, se era stato stato rilasciato l'11 marzo 2008, si doveva considerare esaurito l'11 marzo 2011. Ma l'istanza per la proroga è datata 28 marzo. Per questo, secondo l'associazione di San Concordio «è vergognoso che l'amministrazione abbia concesso questa proroga che, oltretutto, non scatta da quando è stata confermata (10 mesi dal 5 maggio) ma scatterà da quando verrà considerata ultimata la bonifica. Eppure siamo in presenza di un'operazione che è stata anche censurata dall'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici». Nulla di tutto questo, però - osserva ancora Claudia Mei - è bastato a portare «Polis a cambiare il progetto. Eppure, in questi anni dagli scavi sono emersi l'antico porto della Formica, i forni, perfino resi degli Etruschi. Ma tutto va avanti come se nulla fosse, malgrado gli interventi della sovrintendenza ai Beni archeologici. Non si capisce perché l'amministrazione privilegi un'operazione immobiliare di cui oggi non si vede neppure l'utilità a reperti di enorme importanza».
TOSCANA - Steccone Progetto immodificato
Il comitato di San Concordio, un'associazione di cittadini, ha denunciato la mancata modifica del progetto dello "Steccone", un complesso di negozi e uffici costruito nell'area una volta occupata dalle ex officine Italgas. Nonostante due sequestri giudiziari e un'indagine di Arpat che ha rilevato la presenza di sostanze pericolose, la società Polis non ha cambiato il progetto. Il comitato ha anche denunciato la mancata risposta della politica e del Comune, che ha concesso una proroga di 10 mesi al permesso a costruire, protocollata quando il permesso era scaduto.
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