(alessio gemma) DUECENTO metri di costa senza manutenzione. Da almeno un anno. Perché tra Provincia di Napoli e Autorità portuale è in atto un conflitto su chi deve intervenire. Intanto spuntano 18 progetti di riqualificazione del litorale mai eseguiti: 12 milioni finanziati dall'ente di piazza Matteotti, alcuni dal 2006, ma bloccati da vari enti. In primis, la Soprintendenza. E a soffrire, da Pozzuoli a Sorrento, sono banchine, costoni e scogliere. «Quest'inverno a Largo Sermoneta i sassi sono piombati sulla strada - attacca il consigliere provinciale Fli Enrico Flauto - Mi chiedo: se c'è conflitto con l'Autorità portuale perché la scogliera a Castel dell'Ovo è stata aggiustata?». Il punto è che l'Avvocatura della Provincia ha fermato tutto: «L'area del porto non è di nostra competenza». Di diverso avviso l'Authority del presidente Dassatti: che si sarebbe rivolta anche al ministero delle Infrastrutture per avere lumi. Stallo. «Sto cercando di convocare una riunione con l'Autorità portuale», ammette l'Assessore provinciale al Turismo Piergiorgio Sagristani. «Gli inghippi burocratici rallentano i nostri interventi. L'assurdo è che dopo un iter lunghissimo spesso non si può fare la gara per non sforare il budget». Succede a Riviera di Massa, Sorrento. Dove il mare si è mangiato l'arenile. I soldi ci sono dal 2007: 231 mila euro. Ma si è dovuto cambiare il progetto tre volte. Bocciato prima dalla Soprintendenza, poi dall'Autorità di Bacino: a causa di una scogliera. Viene eliminata. Prevedendo "materiale più grosso". Approvano tutti. Solo che così ci vogliono altri 67 mila euro e se ne riparla a novembre. Intanto sono passati 4 anni. Il guinness spetta a Sant'Agnello: sistemazione idraulica della focea mare di viale dei Pini, 350 mila euro di fondi nel 2006, si è arrivati alla quarta modifica dei lavori. Ora la Soprintendenza vuole «una fotocomposizione del lavoro finale». «Sono coinvolti fino a 10 enti ed ognuno deve dire la sua», fanno sapere dall'ufficio "difesa coste" della Provincia diretto da Giancarlo Sarno. L'ultimo imprevistoè targato bilancio 2010: ricavati 1,8 milioni per opere di manutenzione delle coste. Si fa il bando, la gara. Sembra fatta. Vince il consorzio Cima. Ma con un ribasso del 45. È «un'offerta anomala». Ora una commissione dovrà verificare.