Luigi Rispoli Presidente del Consiglio provinciale di Napoli DA giorni, sulle pagine di questo giornale, il neo assessore comunale Luigi De Falco sta alimentando, con il sostegno del professor Guido Donatone di Italia Nostra, una polemica sul Grande Progetto per il Centro storico di Napoli presentato la scorsa settimana dall'assessore regionale all'Urbanistica, Marcello Taglialatela. Il motivo di dissenso ruoterebbe intorno alla mancata inclusione negli interventi previsti dal piano, della preziosissima Farmacia degli Incurabili e della chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli. Rispetto a queste eccezioni non posso non notare che i casi segnalati potrebbero non essere limitati solo ai due che De Falco cita, poiché il Centro storico è talmente ricco di testimonianze storiche che meriterebbero un intervento pubblico di valorizzazione che i milioni occorrenti dovrebbero essere dieci volte quelli attualmente disponibili. De Falco sembra dimenticare che la Regione doveva agire e scegliere in fretta per evitare che la città si facesse cogliere impreparata per il 2013 quando il capoluogo campano ospiterà il Forum delle culture e doveva farlo anche se al Comune di Napoli, per la scadenza del mandato, non vi era più un interlocutore rispettando, però, le linee condivise con la precedente amministrazione, cosa che è stata fatta. L'intervento varato, che non sostituisce il già previsto Piu Europa per il Centro storico,è stato pensato per preparare la città a quell'appuntamento e le risorse saranno impiegate con una filosofia di intervento del tutto nuova e maturata sulla base delle tesi del professor Aldo Loris Rossi, che puntano alla concentrazione degli interventi in una area ben definita dell'immenso patrimonio storico-architettonico della città. La città intramoenia ne beneficerà potendo diventare un centro vivo e pulsante e offrendo luoghi e spazi di aggregazione al pubblico del Forum. La novità ulteriore è che si punta a configurare un grande museo all'aperto con accesso dal mare includendo nel progetto un'area finora completamente ignorata che è quella di piazza Mercato. L'assessore Taglialatela, e questo dovrebbe riconoscerlo lo stesso De Falco, ha dovuto recuperare i ritardi accumulati dalla precedente amministrazione comunale scegliendo di partire subito utilizzando lo strumento dei grandi progetti finanziati dalla Comunità europeae assumendosene tutte le responsabilità, così come la politica sempre dovrebbe fare, ha compiuto delle scelte. Può mai essere che De Falco, che rappresenta un'amministrazione che cerca di presentarsi alla città con un metodo di governo del tutto nuovo, ricorra alle vecchie pratiche della politica per recuperare uno spazio e un ruolo alla sua attività che, tra l'altro, nessuno ha mai messo in discussione? Dico questo perché ho ascoltato il suo intervento al convegno che si è tenuto la scorsa settimana alla Camera di commercio e, francamente, sono rimasto sconcertato. Non si possono esprimere critiche e preoccupazioni che vertono soprattutto sull'assenza degli Incurabili dall'elenco, per poi affermare che si è disposti a mettere tutto da parte a condizione di poter intervenire sulle schede tecniche. Non una parola nel merito del progetto presentato, sulla sua filosofia, sugli obiettivi prefissati. Di fronte a un investimento per la città che presenta il duplice obiettivo di tutela e di sviluppo del Centro storico di Napoli, per creare un equilibrio tra il rispetto dei valori storici e la promozione di attività culturali e produttive l'obiezione non può essere quella di non aver concorso alle schede tecniche dei progetti, perché negli anni esattamente di questo siè sempre discusso finendo per pregiudicaree impedire la realizzazione di qualunque intervento. Del resto l'assessore Taglialatela ha già dato ampia disponibilità al Comune, e non solo, di definire in maniera condivisa una stazione appaltante dei lavori che abbia le caratteristiche di procedere speditamente nella realizzazione degli interventi. Senza contare che questo programma non si sovrappone al piano Piu Europa che pure interesserà il Centro storico di Napoli ma in un'estensione più ampia. In quella occasione la Regione Campania avrà un interlocutore istituzionale non impegnato in una fase di transizionee in una campagna elettorale, e insieme si potranno definire gli altri investimenti, legandoli in maniera organica a quello che verrà fatto ora, e la Farmacia degli Incurabili, come è giusto che sia, insieme ad altre testimonianze storicoartistiche del passato, penso per esempio alla Stazione Bayard, troverà una risposta. La discontinuità con un passato che tanti danni ha prodotto a questa città non basta predicarla, bisogna praticarla e farlo nei momenti topici mettendo da parte le bandiere e lavorando fianco a fianco per il bene comune.
NAPOLI - La polemica sul Centro storico
L'assessore comunale Luigi De Falco sta alimentando una polemica sul Grande Progetto per il Centro storico di Napoli, presentato dalla Regione Campania. Il motivo di dissenso è la mancata inclusione della Farmacia degli Incurabili e della chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli. De Falco sostiene che la Regione doveva agire e scegliere in fretta per evitare che la città si facesse cogliere impreparata per il 2013. L'intervento varato è stato pensato per preparare la città a quell'appuntamento e le risorse saranno impiegate con una filosofia di intervento del tutto nuova. La città intramoenia ne beneficerà potendo diventare un centro vivo e pulsante.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo