L'architetto Ciafaloni: servono provvedimenti per tutelare l'area monumentale PISA. «Il degrado di Piazza dei Miracoli è noto e la posizione della Soprintendenza è la stessa da decenni: dal 1994 esiste un decreto - il Ronchey - che stabilisce un vincolo di rispetto monumentale molto chiaro, che non è fine a se stesso, ma che è dovuto al riconoscimento mondiale della piazza del duomo che è uno dei siti Unesco». Lo dice l'architetto Marta Ciafaloni della Soprintendenza di Pisa. Le proteste di questi giorni sui souvenir offensivi venduti in Piazza dei Miracoli hanno ridestato le polemiche sulla presenza delle bancarelle di fronte al complesso monumentale pisano. «Non è una polemica - afferma Ciafaloni - ma un dato di fatto: a Pisa abbiamo una delle sette meraviglie del mondo, un sito Unesco, per cui la situazione di degrado va affrontata. Tutti noi, abitanti e gestori della cosa pubblica, dobbiamo valorizzare il nostro patrimonio. La Soprintendenza è disponibile a trovare soluzioni per la tutela e il riconoscimento dei valori che abbiamo. La gente vede già da tempo la situazione di degrado generale della Piazza del Duomo e invia le segnalazioni. Tutti insieme dobbiamo fare qualcosa». «Il progetto di recupero dell'area dell'ex ospedale Santa Chiara - prosegue l'architetto Ciafaloni - affronta anche il problema della riqualificazione del sito Unesco in modo positivo. Ora bisogna vedere in quali tempi e anche se nel frattempo è possibile prendere provvedimenti non solo per quanto riguarda le bancarelle, ma anche per il restauro degli edifici pericolosi di fronte ai monumenti. Bisogna prendere atto che in Piazza dei Miracoli sono necessari provvedimenti di riqualificazione, restauro e valorizzazione del patrimonio. Pisa è un richiamo non indifferente. Tanti turisti arrivano al parcheggio scambiatore di via Pietrasantina e poi, attraverso un percorso bruttino, si riversano nella piazza per ammirare la Torre pendente. La Piazza dei Miracoli dovrà essere tenuta come un salotto per i turisti, ma soprattutto per gli abitanti di Pisa». Il progetto dell'architetto David Chipperfield, vincitore del concorso di idee per il recupero dell'area dell'ex ospedale Santa Chiara, prevede una parte museale, un'area di servizi dedicati ai turisti, un albergo, residenze, la ricostruzione di un tratto delle mura cittadine e spazi verdi. Saranno costruite alcune strutture per i servizi dedicati ai turisti, compreso un loggiato concepito come area polivalente dove dovrebbero trovare posto le bancarelle di souvenir. «La proposta dello studio Chipperfield - spiega Mario Pasqualetti, direttore dell'area qualità edilizia e trasformazione urbana del Comune - non è ancora efficace sul piano giuridico: il piano di recupero dell'area dell'ex ospedale Santa Chiara deve essere ancora approvato dal consiglio comunale. Prevediamo entro la fine dell'anno. Una volta che sarà approvato il piano di recupero e saranno trovate le risorse per realizzarlo, occorreranno un paio d'anni per dare il via ai lavori. Uno dei primi lotti a essere realizzato sarà certamente quello relativo alla diversa collocazione delle bancarelle, in contemporanea alla costruzione delle residenze. È previsto uno spazio coperto per le strutture che oggi si trovano sulla Piazza del Duomo, ma anche di più, con possibilità di mercati anche per prodotti tipici come già avviene sotto le Logge di Banchi. Non si tratta del primo porticato proposto dallo studio Chipperfield - conclude Pasqualetti -, ma di un edificio-porticato più compatto, anche se molto grande, nell'area compresa tra l'edicola interna all'ex ospedale e il vecchio pronto soccorso che sarà demolito». Sempre in merito alle polemiche sulle bancarelle di Piazza dei Miracoli, il presidente dell'Opera della Primaziale Pisana, Pierfrancesco Pacini, non vuole commentare. «L'Opera del Duomo - dichiara Pacini - non ha nessuna competenza sulla questione delle bancarelle, per cui preferisco non esprimermi».