Il sindaco dell'Argentario pensa a un monumento: "Ora ci costano, ma dobbiamo farle rendere" Caravaggio sepolto in banca. Nessun'altra notizia potrebbe rappresentare meglio lo stato attuale della storia dell'arte: morta e sepolta alla vita dello spirito e trasformata in business, in vacca da mungere, in pozzo petrolifero, in Bot da cui percepire una rendita. Se poi si pensa al fiorire di attribuzioni caravaggesche al limite della truffa (e spesso oltre), si deve convenire che l'iperbole 'Caravaggio sepolto in banca' sarebbe una sintesi perfetta della situazione. Ma, come in molti altri ambiti della vita pubblica italiana, la realtà supera l'iperbole: le ossa che proprio un anno fa tornarono a Porto Ercole portate in trionfo sul veliero di Cesare Previti, ora giacciono nel caveau della filiale di Porto Santo Stefano della Cassa di Risparmio di Firenze, su mandato del Comune di Monte Argentario. Gli ottimisti potrebbero pensare che quei poveri resti anonimi siano stati sottratti alla pubblica curiosità per una qualche resipiscenza dell'amministrazione comunale. Non solo, infatti, non esiste alcuna prova che quei quattro pezzi di scheletro siano davvero quelli del padre dell'arte moderna (che morì a Porto Ercole il 18 luglio 1610). ma tutto suggerisce il contrario. LO SCAVO che li rinvenne non fu condotto da archeologi o storici, ma da un sedicente 'Comitato per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali', un'associazione privata che ha come missione dichiarata il "marketing del nostro patrimonio culturale". E non una delle prove di quell'augusta identificazione reggerebbe all'esame di un vero comitato scientifico terzo. Tutto questo, però, non impedì che l'operazione avesse una straordinaria eco mediatica globale: e se lo dice la televisione, è tutto vero. E infatti quelle ossa sono in banca solo temporaneamente: proprio in questi giorni il sindaco dell'Argentario Arturo Cerulli (Pdl) ha annunciato la volontà di costruire un sontuoso monumento funebre in cui riporre le venerate reliquie dell'artista: "Mica possiamo tenerlo in banca in eterno. Dobbiamo farlo rendere, mentre ora costa pure la cassetta di sicurezza". E, all'idea, si rabbrividisce. Non solo perché è quasi sicuro che verrebbe fuori l'ennesima porcheria pseudoarchitettonica, ma soprattutto perché quelle tonnellate di marmo e il sigillo di una commissione pubblica trasformerebbero una baracconata estiva in qualcosa di ben più grave: una sorta di monumento ufficiale allo sputtanamento della storia dell'arte. D'ALTRA parte, ad ogni legge finanziaria i comuni italiani devono inventarsi sempre nuove fonti di reddito e il marketing del patrimonio artistico o della memoria culturale rischia di diventare l'ultima frontiera di sindaci spregiudicati. Lo ha spiegato qualche giorno fa Matteo Renzi cercando di giustificare l'ingiustificabile vaneggiamento sulla costruzione della facciata michelangiolesca di San Lorenzo a mezzo millennio di distanza: "E poi penso che non ci sia nessuno che possa discutere dell'enorme valore di comunicazione e di marketing che questa operazione porterebbe a Firenze, che riceverebbe tante attenzioni da tutto il mondo". A Firenze possono essere le facciate di Michelangelo o le ossa di Monna Lisa (peraltro cercate dallo stesso Comitato di allegri necrofili che ha 'ritrovato' quelle di Caravaggio), in Calabria i poveri Bronzi di Riace, a Porto Ercole il fantasma del pittore più amato della storia: ma la ricetta è sempre la stessa. E d'altra parte l'operazione 'ossa di Caravaggio' è stata sdoganata da un documentario del National Geographic legittimato dalla partecipazione di fior di storici dell'arte, tra cui l'accademico linceo Maurizio Calvesi: e se gli studiosi sono i primi a fregarsene, dell'educazione pubblica e della verità, come si fa a chiederne conto a un sindaco? Quando, comunque, si prova a farglielo notare, il sindaco dell'Argentario sorride: come a dire che stabilire se quelle siano o no le ossa di Cara-vaggio non è certo compito suo. Mica si tratta di dire se l'acqua si può bere o no: di falsi storici non muore nessuno. Ed è davvero simbolico che proprio Porto Ercole quest'anno affronti l'estate senza il suo lungomare: incredibilmente i lavori che dovevano ultimarlo non sono compiuti e i turisti passeggiano lungo desolanti gettate di cemento delimitate da cancelli su cui verrebbe da attaccare cartelli con scritto: "Meno Caravaggio (finto), più governo (vero)!". QUANDO Caravaggio venne a morire sulle rive incantate dell'Argentario, il suo grande amico Giovan Battista Marino scrisse questi bellissimi versi: "Fecer crudel congiura Michele, a danni tuoi Morte, e Natura". Ma Marino non poteva immaginare che alla congiura contro Caravaggio ordita dalla Morte e dalla Natura un giorno lontano del 2011 si sarebbero uniti pure i cercatori di ossa e le giunte comunali in cerca di quattrini.
TOSCANA - Caravaggio? E' nel caveau
Il sindaco dell'Argentario Arturo Cerulli ha annunciato la volontà di costruire un monumento funebre in cui riporre le ossa di Caravaggio, che sono state sepolte in banca. Il sindaco ha detto che "non possiamo tenerle in banca in eterno" e che "dobbiamo farle rendere". Le ossa sono state ritrovate da un gruppo privato, il Comitato per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, che ha come missione il "marketing del nostro patrimonio culturale". Non esiste alcuna prova che le ossa siano vere di Caravaggio, ma il sindaco ha deciso di costruire un monumento funebre in loro onore.
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