Per la lama c'è la proposta di dichiararla zona di interesse naturalistico, paesaggistico e archeologico RUTIGLIANO - Dichiarare lama San Giorgio «Zona di interesse naturalistico, paesaggistico ed archeologico nonché patrimonio storico e culturale del Comune di Rutigliano». È l'ultima mossa, in ordine di tempo, messa in essere per contrastare la scelta della Regione di sversare i reflui del depuratore di Casamassima (e successivamente di altri comuni) direttamente nell'alveo della lama. La proposta è del gruppo consiliare di maggioranza di Futuro e Libertà, che in con i movimenti politici. lMpa, IoSud e «Idee per Rutigliano», ha formulato una proposta di delibera che sarà al vaglio del consiglio comunale. «Riteniamo di poter dare un contributo concreto ed efficace - spiega il capogruppo di Fli, Oronzo Valentina - per scongiurare definitivamente lo sversamento dei reflui di fogna nella lama che rappresenta per la nostra comunità un inestimabile patrimonio naturalistico, storico, archeologico e culturale». La proposta di delibera coinvolge anche lama Giotta, l'altro solco naturale che attraversa il territorio di Rutigliano: dopo il via libera unanime della commissione consiliare Ambiente, si attende l'ultimo e definitivo passaggio nel Consiglio regionale per l'istituzione delle «Riserve naturale protette lame San Giorgio e Giotta», attesa che perdura dal gennaio 2009. Valentini sottolinea «l'atteggiamento contraddittorio della Regione in materia di salvaguardia e valorizzazione dei luoghi in oggetto, testimoniato dalla recente revoca di Parco San Nicola, il tratto di lama San Giorgio a ridosso del luogo previsto per lo sversamento dei reflui, dalle zone di ripopolamento e cattura faunistica, così come era previsto in precedenza, dalla stessa Regione stessa nel piano faunistico e venatorio del 1999». La proposta di delibera «sollecita» anche la Provincia di Bari e la Regione ad intervenire celermente per concludere i procedimenti amministrativi pendenti», relativi alla istituzione della «Riserva», dando «mandato al sindaco e alla giunta di adottare i provvedimenti per la tutela, salvaguardia e la vigilanza» delle due lame. Della dichiarazione di «Zona di interesse naturalistico, paesaggistico ed archeologico», oltre alla Regione e alla Provincia, saranno informati, per «i provvedimenti conseguenziali e di competenza», il prefetto, il ministro per i Beni Culturali e Ambientali e il ministro per gli Affari regionali.