Il coro degli urbanisti: «Il traffico privato deve sparire». Come si fa a salire sulla Torre se per entrare si rischia la vita? Urge un'isola pedonale Ora sono avvolte dalle impalcature per i (necessari) lavori di ristrutturazione, normalmente sono costrette in un crocevia trafficato dove, secondo l'assessore alla cultura Alberto Ronchi «solo per entrare si rischia la vita». Le Due Torri sono il simbolo di Bologna eppure, periodicamente qualcuno lancia l'allarme sulla loro condizione. L'ultimo è stato, appunto, l'assessore alla cultura che, sulle pagine del nostro giornale, nel rilanciare la necessità di una politica per incentivare il turismo culturale, ha invocato per lo meno un'isola pedonale per valorizzare gli ultimi baluardi della Bologna turrita. Tutti (quasi) d'accordo, dalla direttrice regionale dei Beni Culturali Carla Di Francesco all'architetto Mario Cucinella. «Salviamo le Due Torri», è il coro unanime. Ma, si chiede l'urbanista Roberto Scannavini, per anni dirigente a Palazzo d'Accursio, «perché ancora non si è intervenuto concretamente?. I progetti ci sono, forse è mancata la volontà politica». Da quasi una decina d'anni lo ricorda Scannavini la Fondazione Carisbo ha pronto un progetto per la realizzazione di un'ascensore all'interno della torre degli Asinelli per accedere al primo balcone e alla cima. «Il piano era stato approvato va avanti sia nella fattibilità che nei costi durante la giunta Coffe-rati, poi è stato abbandonato». Ma sono soprattutto altri i progetti che, secondo l'urbanista, andrebbero ripescati: «In Comune giacciono piani per valorizzare le piazze, tra cui anche l'area che va da piazza della Mercanzie a piazza Rossini e vietarle almeno al trasporto privato. E vergognoso affonda che piazza Rossini sia usata per un parcheggio: qui la colpa è della Provincia che non ha voluto rinunciare ai posti auto». Il vero centro commerciale medievale, ribadisce il professore, è tra piazza delle Mercanzie e piazza Ravegnana «non certo piazza Maggiore. Ci sono solo due fittoni sotto il palazzo delle Mercanzie ma non servono, la gente ci parcheggia addosso». Secondo lo studioso, insomma, basterebbe mettere in atto quei progetti, «anche con poca spesa» per vivacizzare il cuore del centro storico. «I grandi viaggiatori del Settecento, quelli del "Grand Tour" la prima cosa che facevano era salire sui monumenti alti per capire la conformazione della città e il suo legame con il territorio: ogni turista deve avere questa opportunità». L'architetto Cucinella suggerisce anche «un'illuminazione ad hoc e un arredo urbano che riqualifichi soprattutto i marciapiedi» e il piccolo portico che ospita l'ingresso agli Asinelli. E anche per la Di Francesco una pedonalizzazione del centro storico è «la priorità». «Se in centro potessero transitare solo pedoni, biciclette e mezzi pubblici si farebbe un ottimo servizio alle Die Torri, al centro storico e atutta la città». La stessa, però, dice no all'ipotesi di un'ascensore interno all'Asinelli: «Le torri hanno una loro fragilità che va rispettata e la fatica di salire fa parte del piacere di raggiungere la vetta». «La qualità dello spazio urbano ragiona ancora è una delle glorie bolognesi che ora si è appannata. Il Comune può fare molto ma molto va chiesto anche ai cittadini e ai turisti: devono imparare a rispettare i luoghi, ad averne cura». Il portico buio e angusto all'ingresso delle Torri, insomma, è spesso oggetto di vandalismi che «non si possono tollerare». Bruno Gabrielli, infine, è il professionista che durante il mandato del commissario Anna Maria Cancellieri ha curato la salvaguardia del centro storico ed è il più scettico: «Un'isola pedonale sotto le Due Torri è infattibile: è nel bel mezzo dell'incrocio di assi stradali importanti. Si può vietare il traffico privato, questo sì, ma non certo quello pubblico e quello pubblico è comunque molto intenso. Non si sfugge». Qualche soluzione però può essere messa in cantiere: «E necessaria una sistemazione a terra, l'ampliamento dello spazio pedonale e anche un allargamento sostanzioso, di almeno io metri, del marciapiede di via Rizzoli». Sullo stato dei progetti di pedonalizzazione del centro, infine, la giunta non risponde: «Saranno oggetto di un percorso partecipativo ad autunno», è laconico l'assessore alla mobilità Andrea Colombo.