"E' urgente che lo Stato acquisisca l'Archivio Vasari di Arezzo, tuttora di proprietà di privati, per farlo diventare al più presto un bene pubblico". Parole del ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan, che, per i 500 anni dalla nascita del noto artista e biografo toscano (anche Google lo ha ricodato), ha nuovamente avanzato la vicenda che da anni vede contrapposto il ministero e la famiglia Festari, erede dell'archivio. Le celebrazioni si sono già aperte a Firenze con una grande mostra e a settembre altre iniziative si svolgeranno ad Arezzo. Galan ritiene indispensabile arrivare a una soluzione per l'archivio prima "promesso" dai Festari a una società russa per 150 milioni di euro (la stima degli esperti non supera i 3) e oggi "conteso" da alcuni acquirenti americani. Esattamente mezzo millennio fa, il 30 luglio 1511, si registra la nascita di Giorgio Vasari, in una casa di Arezzo in cui si lavorava la ceramica, una casa di "vasai", di "vasari". Come molti personaggi poliedrici del Cinquecento (quello che, ancora, viene ricordato come Cinquecento "minore", non si sa bene perché) Vasari fu pittore, scenografo, architetto, urbanista, e soprattutto storico della vicenda artistica rinascimentale. In pratica, il primo storico dell'arte che possa in qualche modo assomigliare a chi verrà dopo di lui, un modello al quale tutti si sono ispirati. Al di là delle moltissime opere d'arte, dell'impronta che gli devono città come Firenze, Arezzo, Pisa, il monumento più importante che ci ha lasciato è così un libro, le "Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori". Vasari la pubblicò in due successive edizioni nel 1550 e nel '68. Nella seconda edizione l'autore estese il suo sguardo oltre la scuola toscana, protagonista troppo esclusiva della prima. Con il trattato introduttivo sulle tecniche artistiche e le centosessantotto biografie, l'opera rivelò all'Europa la grandezza del Rinascimento: oltre alle diciotto ristampe italiane che si succedettero in breve tempo, ne ebbe complessivamente otto in francese, tedesco, inglese e olandese. Le molte iniziative del cinquecentesimo anniversario, dai convegni alle mostre ai cicli di letture, comprendono anche l'emissione di un francobollo da parte di Poste Italiane: riporta la figura centrale di un affresco, che Vasari realizzò a Firenze nella chiesa della Santissima Annunziata: "San Luca dipinge la Vergine". Le visite guidate ai luoghi dell'artista a cominciare dalla sua casa di Arezzo, ci restituiscono la figura di un intellettuale a tutto tondo. Un pittore che non pretende di essere Michelangelo, da lui indicato nelle "Vite" come il culmine insuperabile della creazione artistica, ma che avendo perfettamente compreso le caratteristiche di quella "maniera", come la definisce con un termine che entrerà nel linguaggio comune sulle cose dell'arte, la ripropone con raffinata perizia. Un architetto che ha profondamente inciso sull'evoluzione urbanistica: nel complesso degli Uffizi e del "corridoio vasariano" a Firenze, nella piazza dei Cavalieri a Pisa, nella piazza della sua città natale che oggi porta il suo nome. C'è anche un Vasari non più fruibile, se non indirettamente attraverso le testimonianze dei contemporanei. E' l'artista dell'effimero, lo scenografo, il creatore di fastosi arredamenti urbani in occasione di eventi storici, come l'incoronazione dell'imperatore Carlo V a Bologna o i due matrimoni fiorentini che legarono i Medici agli Asburgo: prima le nozze del duca Alessandro con Margherita, la figlia di Carlo V, quindi quelle di Francesco, il figlio e successore del granduca Cosimo I, con Giovanna d'Austria. In quest'ultima occasione la capitale toscana era stata arricchita dal corridoio "di Vasari" e dalla fontana del Nettuno. Il capitolo di Vasari scenografo ci racconta l'incontro con un altro personaggio della sua città: Pietro Aretino, il poeta e poligrafo che lo chiamò a Venezia chiedendogli di curare le scene per la "Talanta", la commedia che preparava per il carnevale del 1542. Non sarebbe poi neppure cosa tanto sbagliata, in questa occasione, andarsi a rileggere quel Cinqucento italiano che ci lascia una massa enorme di scritti ed è un secolo fondamentale per capire lo snodo del passaggio fra due mondi. Ma che stranamente, anche a causa di una critica idealista tutta tesa a cercare il "poetico" con il lanternino, si è preclusa altre e più approfondite indagini. Oggi naturalmente le cose sono molto cambiate. ma quel Cinquecento sinistramente considerato "minore" ancora influenza alcuni critici vecchio stampo.
AREZZO - L'archivio del Vasari è in cerca di un compratore
Il ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan ha chiesto all'archivio di Arezzo, di proprietà privata, di diventare un bene pubblico. L'archivio contiene informazioni sulla vita e l'opera di Giorgio Vasari, un artista e biografo toscano nato a Arezzo 500 anni fa. Le celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Vasari si sono aperte a Firenze con una mostra e si svolgeranno ad Arezzo in settembre. Il ministero e la famiglia Festari, erede dell'archivio, hanno avuto discussioni sulla questione. Galan ritiene che sia necessario risolvere la questione prima che l'archivio venga venduto a una società russa per 150 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo