vittorio romano «Se non ci muoviamo presto, qui alle prime forti piogge può franare tutto». Lo ammette a denti stretti, stringendo nervosamente l'ennesima sigaretta tra le labbra dopo una conversazione durata quasi un'ora, il sindaco di Aci Castello Filippo Drago. Si parla della collina di Vampolieri, da decenni al centro di dibattiti a causa del rischio idrogeologico in un'area che dal cimitero, a sud, si estende fino al confine con Capo Mulini, a Nord e, salendo di quota, arriva fino in territorio di Acicatena, a ovest. Con lui ci sono il dott. Simone Castorina, geologo e caposervizio dell'Ufficio Protezione civile del Comune di Aci Castello, e il consigliere comunale del Pdl Antonio Maugeri, da sempre impegnato su questo delicatissimo fronte. Tutti insieme hanno presieduto una riunione al Palazzo comunale che ha visto la presenza di diversi rappresentanti del Genio civile, della Soprintendenza, della Prefettura, della Regione, della Protezione civile e dell'Ingv. Una riunione che è stata aggiornata a giovedì prossimo, quando arriverà ad Aci Castello l'assessore regionale al Territorio e ambiente Calogero Sparma. «Dobbiamo renderci conto, tutti insieme, che il problema s'è fatto davvero serio - riprende Drago -. Non possiamo più permetterci di perdere altro prezioso tempo. Troppi anni sono passati senza che si facesse niente per mettere in sicurezza la collina. Il risultato è che ci sono strade letteralmente fratturate con "gradini" fra i 30 e i 60 centimetri, muri perimetrali delle case rigati in profondità, interi complessi leggermente "scivolati" verso il basso a causa di smottamenti del terreno. Le zone più a rischio potrebbero subire dei pesantissimi contraccolpi già alle prime forti piogge autunnali o di fine estate. Noi preferiamo dire le cose come stanno, piuttosto che nasconderci dietro l'evidenza e rischiare un'altra Giampilieri, il cui ricordo dell'immane tragedia causata proprio da una frana è ancora troppo vivo nelle nostre menti e nei nostri cuori». Il sindaco e il dott. Castorina mostrano una planimetria dello scenario di rischio (che pubblichiamo in alto a destra) sulla quale sono indicate, con colori diversi, tutte le aree maggiormente a rischio della collina di Vampolieri. Tre le "zone rosse" denominate "R4" (a rischio idraulico) e "P4" (a pericolosità geomorfologica). Sono soprattutto queste aree che preoccupano di più il sindaco Drago. «Ci sono diversi complessi residenziali e ville singole che insistono là dove il terreno è più fragile - dice Drago -. Si tratta di un impasto di argilla che, dopo il disboscamento di qualche decennio fa e l'edilizia selvaggia autorizzata senza alcun criterio, rischia di franare ogni volta che piove. Il nostro Comune ha imposto il vincolo per cui sulla collina di Aci Castello già da tempo non si può più costruire. Ma sulla parte più alta, quella che ricade in territorio di Acicatena, continuano a sorgere abitazioni e ciò rappresenta un pericolo elevatissimo. Ci sono costruzioni recenti i cui viali interni e le scivole davanti ai cancelli sono stati edificati senza prevedere grate per lo smaltimento dell'acqua piovana che, quando viene giù con violenza, trova su di essi dei trampolini di lancio affacciati su strade molto precarie a rischio di crollo, dalle quali diventa pericoloso anche il solo transitare. «L'urbanizzazione incontrollata - aggiunge Drago - è stata causa di una profonda alterazione del sistema idrologico naturale, che ha determinato la cancellazione o l'alterazione dei torrenti, dei canali e in generale del sistema di scorrimento naturale delle acque. Ci sono torrenti che sono stati già regimentati dal Genio civile e messi in sicurezza, altri la cui regimentazione è in corso, altri ancora che non sono stati regimentati e sono a rischio esondazione. La situazione urbanistica è aggravata da interventi edilizi realizzati in assenza di strumenti di attuazione - piani di lottizzazione o piani particolareggiati pubblici - che hanno consentito la realizzazione di interi quartieri privi delle minime opere di urbanizzazione. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto dei finanziamenti alla Regione, prima per poter fare uno studio sulle caratteristiche del sottosuolo e, poi, per mettere nero su bianco i progetti per il consolidamento e la messa in sicurezza dell'intera collina di Vampolieri. Insomma, gli enti sovracomunali devono capire una volta per tutte che non c'è più tempo da perdere». E il Genio civile l'ha capito. Tant'è che già da un anno è all'opera sulla collina per indagini e studi sul movimento del suolo e del sottosuolo. In diverse strade e anche nella frazione di Acitrezza ci sono dei piccoli pilastri di cemento armato, di colore celeste, piazzati dal Genio civile per monitorare gli eventuali spostamenti del terreno. In via Vampolieri, proprio ieri mattina, c'era un camion attrezzato, sempre del Genio civile, che stava collocando in profondità delle sonde di rilevamento dei movimenti franosi. Lavoro che sta avvenendo in diverse zone della collina e proprio sotto gli occhi vigili e preoccupati degli abitanti. «La Regione ha già stanziato 4 milioni di euro per il consolidamento della parte sommitale della collina - dice Drago - quella che ricade in territorio di Acicatena. Lungi da me far polemica o facile ironia, mi limito solo a fare una domanda: ma si deve partire dall'alto o dal basso per un lavoro simile?». Le zone rosse della collina sovrastano l'abitato di Acitrezza, per cui «i pericoli per le popolazioni raddoppiano - conclude il primo cittadino castellese -. Quindi, lo ripeterò fino alla nausea, bisogna agire in fretta. Tutti noi confidiamo nell'incontro che ci sarà giovedì prossimo in Municipio e dall'assessore regionale Sparma ci aspettiamo che arrivino fatti concreti e non le solite inutili parole che in tutti questi anni non hanno fatto altro che aggravare la situazione di pericolo in una collina che conta, tra i due Comuni, circa 4.000 abitanti». All'incontro del 4 agosto ci saranno anche i deputati dell'Ufficio di presidenza della IV Commissione dell'Ars, il capo dell'Ufficio del Genio civile, ing. Salvatore Ragusa, e il direttore del Dipartimento regionale della Protezione civile, ing. Giovanni Spampinato. 01082011
SICILIA - Qui il rischio frane è aumentato monitoraggi continui nel sottosuolo ma servono subito i finanziamenti
Il sindaco di Aci Castello, Filippo Drago, ha espresso preoccupazione per la situazione di pericolo in cui si trova la collina di Vampolieri, a causa del rischio idrogeologico. La collina, che si estende su un'area di 4.000 abitanti, ha subito frane e smottamenti nel corso degli anni, e il sindaco ha chiesto finanziamenti alla Regione per mettere in sicurezza l'area. Il geologo Simone Castorina ha spiegato che il terreno è fragile e che la costruzione di abitazioni e ville senza prevedere grate per lo smaltimento dell'acqua piovana è stata causa di una profonda alterazione del sistema idrologico naturale.
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