Camminavo su un sentiero delle nostre colline con mia nipote. «Zio, chi l'ha fatto il panorama?». Guardando a valle si vedevano case, un fiume, filari di viti, campi, pollai, fienili. Migliaia di braccia in centinaia di anni hanno creato quel paesaggio secondo un disegno collettivo dettato dal rapporto tra uomo e ambiente. Quel paesaggio è quelle persone che l'hanno costruito. Chi è vissuto in campagna sa che se ha messo una pietra per fermare lo scalino sul ciglio di un fosso dopo quarant'anni la trova ancora lì. Passatismo? Non credo. La principale fonte energetica che abbiamo è la fotosintesi, che si genera ogni volta che un terreno produce cibo. E ogni volta che aggiungiamo inquinamento, veleni, sprechi aggiungiamo un costo alla nostra vita e, soprattutto, a quella di chi ci succederà. Traffico, grandi parcheggi, opere inutili, comportamenti energivori rientrano, evidentemente, in questa categoria. Vogliamo parlare di lavoro? Un metro quadro di terreno ben coltivato può produrre un reddito che va dai 3 ai 5 euro l'anno. Specialmente se non è gravato dalle rate di un trattore e dal costo del carburante. Stiamo reintroducendo la trazione animale, fatta da cavalli e buoi da tiro, attrezzati con moderni arnesi da campo. La trazione animale è competitiva, come efficienza, ai trattori fino a supefici di qualche decina di ettari. E anche qui l'energia prodotta viene dal cibo e non dagli idrocarburi. Un paio di ettari danno un lavoro dignitoso a tre o quattro persone, e cibo sano ad un altro centinaio. Che, oltre ai mercati a vendita diretta, che ormai a Pisa sono molti e tutti in deficit di offerta, potrebbero ridare ossigeno a quelle botteghe di quartiere che fanno della qualità del rapporto col cliente l'asse portante della loro vita commerciale. La food economy è il centro della green economy, ne è la più potente locomotiva e trova una società matura e pronta. Allora tutto bene se torniamo tutti contadini? Ho sempre una stretta al cuore quando vedo dei poveri migranti schiavi dell'elemosina, che praticano di fronte a terreni urbani incolti che darebbero da vivere ad una famiglia. Quando vedo che le persone scartano i pomodori del contadino perchè non sono perfetti, quando le mamme danno ai loro bambini succhi di frutta provenienti da non si sa dove invece del frutto della nostra campagna, della nostra stagione. Noi di Slow Food abbiamo lanciato quest'anno il Forum per la salvaguardia del paesaggio, dell'ambiente, del territorio: www.salviamoilpaesaggio.it (Responsabile di Slow Food Pisa)