"Ma sul giardino medievale sono rimasto senza parole" "Che ci fanno una palma e un ulivo? Forse sono un souvenir delle Crociate" «Sono senza parole, ma forse è meglio così». Larchitetto Pejrone guardava ieri mattina dallalto il giardino da poco inaugurato nel fossato intorno a Palazzo Madama e scuoteva la testa, senza parlare. Ma poi le parole le ha trovate: «Ci si chiede se sia giusto inserire in una piazza eclettica negli stili e seicentesca nellordine un giardino medievale. È questione di scelte, ma credo che una scelta meno ricca di suggestioni, fatta di semplicità botanica, avrebbe fatto più da cornice e meno da attrice». Ma che cosa non piace allarchitetto dei giardini per antonomasia di quel nuovo allestimento? «Intanto è un falso, intorno a un monumento che un falso non è. Non bastava il Borgo medievale con i suoi orti, dove è legittimo creare imitazioni, trattandosi di una ricostruzione ottocentesca? Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché quei passaggi in legno e non in pietra o mattoni. Perché poi una palma, perché un ulivo? Che ci fanno a Torino? Saranno un souvenir delle crociate». Pejrone contesta poi il fatto di volere spiegare tutto e prendere la gente per mano: «Non si deve essere troppo didascalici e attivi, mi fa paura la politica dello strafare, per realizzare numeri. Preferisco un giardino passivo che vada di pari passo con larchitettura, senza esigenze di interazioni con il pubblico». E ancora, per concludere: «E vero che il giardino con il tempo potrà cambiare e migliorare, ma a me, visto da sopra, sembra un gran gioco delloca, un po come tutti i giardini appena fatti: il rischio è che, essendo stata messa molta, a mio giudizio in eccesso, carne al fuoco, possa trasformarsi in futuro in unoca troppo piena, troppo farcita». (m.pa.)