Il Piano urbanistico comunale, appena approvato, alla voce recupero del centro storico parla soprattutto di questo: promozione del riuso attraverso cambiamenti di destinazioni d'uso compatibili; incentivi disciplinati dal Ruec o Api; interventi indiretti favoriti e promossi dall'attivazione delle schede di dettaglio; interventi diretti relativi agli adeguamenti; progetti esecutivi d'iniziativa pubblica per la valorizzazione delle aree archeologiche. Fredda terminologia tecnica che nasconde sicuramente una serie di ipotesi operative di un certo rilievo, visto che stiamo parlando del cuore della città, la "cartolina" che l'Amministrazione comunale dovrà spendersi in chiave di attrazione. Proviamo a vederlo al microscopio questo centro storico, con le sue risorse e le sue criticità. Il quadro complessivo al momento non appare confortante, un certo degrado sta prevalendo sugli sforzi di valorizzazione. L'abbandono e la scarsa cura da parte degli stessi abitanti e fruitori in qualche caso è evidente. Partiamo dal primo intervento concreto che l'Amministarzione comunale, dopo il riconoscimento dell'Unesco per la chiesa di Santa Sofia, si appresta a compiere. Si tratta dello slargo denominato "giardinetti della Prefettura". Oggi è praticamente una specie di ricettacolo di detriti prodotti dai resti dell'aggregazione giovanile che, specie nei week end, trova spazio proprio in questo luogo centralissimo (tra l'altro di fronte alla piazza simbolo della città secondo ormai il decreto dell'Unesco) della cultura a della storia cittadina. Resti, quasi mai rimossi del tutto, delle serate e nottate musicali, hanno fatto sì che, contrariamente che nel passato, nessuno sosti più in questi giardinetti nel corso della giornata. Per non parlare della recinzione divenuta bacheca di ogni sorta di locandina. Carte essiccate al sole, insomma una immagine di assoluto degrado. Ebbene questo spazio diventerà una piazza, con l'abbattimento del livello rialzato (appunto quello delle aiuole ormai distrutte) e il ricongiungimento con la sezione che era stata già realizzata all'epoca della inaugurazione del museo Arcos il cui ingresso si trova proprio all'interno del palazzo del Governo, sulla parte laterale. La piazzetta (il progetto è dell'architetto Pasquale Palmieri) consentirà una maggiore valorizzazione proprio dell'importante istituto culturale. Prevista una serie di ripiani e piccoli terrazzamenti con pochi gradini e panchine. Saranno conservati gli alberi che sono già piantati. Il progetto, pur essendo semplice, ha un grande significato. Innanzitutto consentirà al centro storico di contare su una piazza in più, quindi si potrà risanare uno slargo degradato e divenuto negli anni anche un parcheggio indecente e senza regole. Il progetto, che il sindaco Fausto Pepe pensa di portare presto al vaglio della giunta comunale, è collegato a un intervento di valorizzazione della statua del Bue Apis di viale San Lorenzo. Prevista, in questo caso, la creazione di uno schermo isolante e il rifacimento del marciapiede. L'assessore alla cultura, negli anni scorsi aveva proposto il trasferimento (sempre per ragioni di tutela) del monumento proprio nella piazzetta che ora si dovrà realizzare. L'intero programma di interventi (piazza e statua) costerà 500.000 euro.
CAMPANIA - Il Piano urbanistico comunale alla voce recupero del centro storico
Il Piano urbanistico comunale approvato prevede la promozione del riuso del centro storico attraverso cambiamenti di destinazioni d'uso compatibili, incentivi disciplinati dal Ruec o Api, interventi indiretti e diretti per la valorizzazione delle aree archeologiche. Il centro storico è caratterizzato da un certo degrado, con abbandono e scarsa cura da parte degli abitanti e fruitori. L'Amministrazione comunale si appresta a compiere un intervento concreto, lo slargo "giardinetti della Prefettura", che diventerà una piazza con l'abbattimento del livello rialzato e il ricongiungimento con la sezione già realizzata.
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