Il critico trevigiano dal 2012 tornerà nel Veneto con due mostre da otto milioni di euro, divise fra Vicenza e Verona A salutare la riapertura della Basilica Palladiana a Vicenza nell'ottobre del 2012, dopo il complesso lavoro di restauro, sarà una grande mostra che segnerà anche il ritorno di Marco Goldin e della sua "Linea d'Ombra" nel Veneto (a quasi un decennio dall'ultima esposizione di Treviso): ma sarà solo la prima tranche di due esposizioni, ognuna in programma sia a Vicenza che a Verona, che comporteranno un investimento complessivo di otto milioni di euro: e tra l'altro proprio in quella Verona che fu teatro, tre anni fa, del clamoroso dietro-front del Louvre che cancellò all'ultimo momento un programma espositivo della società trevigiana ancora più ambizioso, cui fece seguito un pesante contenzioso giudiziario fra Linea d'Ombra e il Comune di Verona, accusato di non aver predisposto in tempo la sede. A rendere possibile l'operazione è la Fondazione Cariverona, che per queste quattro grandi esposizioni tra ottobre 2012 e marzo 2014 ha messo sul piatto la bellezza di 4 milioni di euro, dopo aver sostenuto con 21 milioni proprio il restauro della Basilica vicentina. Il resto arriverà da Linea d'Ombra e dai suoi sponsor. La iniziative sono state presentate nei giorni scorsi in due distinte conferenze stampa, a Vicenza e a Verona, con i due sindaci, Achille Variati e Flavio Tosi, Paolo Biasi, presidente della Fondazione, con la sua dirigenza, e Marco Goldin. Il critico trevigiano, che si è detto decisamente soddisfatto per questo ritorno nel Veneto, ha spiegato che le due mostre racconteranno con 80 opere ciascuna, prestate dai musei di tutto il mondo, i due generi che hanno caratterizzato la pittura europea negli ultimi secoli: il ritratto e il paesaggio. «Avranno una scansione cronologica - ha aggiunto - ma cercheranno anche di individuare le influenze che in particolare la pittura veneta ha avuto sull'arte europea successiva, fino agli impressionisti». La prima mostra sarà intitolata "Da Raffaello a Rembrant, a Van Gogh. Per una storia del ritratto in Europa" e aprirà i battenti il 6 ottobre 2012 a Vicenza (fino al 6 gennaio 2013), presentando capolavori del Quattrocento e Cinquecento veneto (Bellini, Giorgione, Cima, Veronese, Tiziano, Lotto, Savoldo), del mondo fiorentino e dell'Italia centrale (Pontormo, Raffaello, Perugino), del Seicento di Caravaggio, Velazquez, Vermeer e Rembrant, e i grandi impressionisti fino al disfacimento della figura operato da Bacon e Giacometti. La stessa esposizione si trasferirà quindi a Verona, a Palazzo della Gran Guardia dal 12 gennaio 2013 al 23 marzo 2013. La seconda esposizione, intitolata "Da Tiziano a Monet. Per una storia del paesaggio in Europa", decollerà invece da Verona, alla Gran Guardia, dal 5 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014, e quindi sarà nella Basilica Palladiana di Vicenza, dall'11 gennaio 2014 al 22 marzo 2014, ospitando dalle Madonne di Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Perugino, Raffaello e Giorgione, straordinariamente inserite nella natura, alle esperienze olandesi di Hobbema e Van Ruisdael, le composizioni di Lorrain e Poussin, la veduta veneziana, le opere ottocentesche di autori come Constable, Turner e Friedrich, per terminare con gli impressionisti e il nuovo paesaggio del Novecento. E la causa con il Comune di Verona a seguito della mancata mostra del Louvre? «Quella è tutt'altra cosa, e va per la sua strada», ha sentenziato l'impresario, di fianco al sindaco scaligero, Flavio Tosi: in ballo c'è una richiesta di risarcimento di oltre 700 mila euro.