Si ignora del tutto il problema erosione, che questo intervento aumenterà senza nessuna efficacia turistico-economica (PRESIDENTE DI "ITALIA NOSTRA" TOSCANA) Dopo la segnalazione della prof. Roberta De Monticelli, Italia nostra si mobilita contro il porto di Cecina. Cercheremo di fare quanto ci è ancora possibile, ma temo che non potremo fare molto. Ritengo che l'intervento più efficace sia a livello nazionale. Da un punto di vista paesaggistico, il progetto si presenta come un vero e proprio "stupro"; dal punto di vista ambientale come una bomba. Ce ne possiamo rendere conto esaminando le allegate foto dello stato attuale, la planimetria, il sovrapposto e le caratteristiche del porto: 800 posti barca da 8 a 40 m, 2000 posti auto di cui 400 box, oltre 40 esercizi commerciali, hotel, mercato del pesce... 78 appartamenti, eliporto. 120 milioni di euro il costo, interamente privato. È evidente il carattere speculativo dell'operazione. Leggiamo nelle relazioni che accompagnano il progetto che le acque dello specchio del porto sono "nettamente separate dalle acque del fiume Cecina e dalle problematiche fluviali". Infatti il fiume, deviato, sbocca di fianco al porto] allo scopo di evitare gli effetti della formazione di una "barra di foce" sulla bocca del canale e difendere lo specchio portuale dall'insabbiamento e dall'interrimento fluviale. Notiamo che formazioni di "barre di foce" e insabbiamenti - solitamente presenti alla foce di questo fiume - saranno favoriti e aggravati dalla realizzazione della riduzione della sezione di foce e dall'interferenza delle acque del fiume con il molo. Così, ancor più di quanto avvenga ora, città e retroterra, in condizioni meteorologiche particolarmente avverse (non infrequenti in questi tempi), saranno sottoposte alla minacciate di esondazioni e allagamenti. Non possiamo fare a meno di osservare che, per favorire l'ingresso al porto e la navigabilità al suo interno, non si esita a danneggiare tutta la comunità. Il delicato rapporto foce del fiumeassetto costierotrasformazioni urbane avrà effetto devastante sia sull'intrusione salina che sull'erosione della costa. L'erosione, da tempo, sta "mangiando" le coste di Cecina tanto che la strada litoranea, già negli anni '70 (quando fu costruito il primo porto turistico), è stata spostata verso l'entroterra. L'alveo del Cecina abbassandosi - tra il 1960 e il 1977, di 2 metri addirittura - ha causato la demolizione del delta a cuspide ed un arretramento di tutta la spiaggia che, a partire dalla foce, si è propagato in zone sempre più lontane. Così, per contrastare l'erosione, sono stati costruiti dei pennelli lungo la spiaggia che, come era prevedibile, non hanno sortito apprezzabili effetti, anzi, hanno trasportato e accelerato l'erosione sulle spiagge sottoflutto. Esiste un "piano antierosione" - costo: 16,5 milioni di euro - ma si ignora quando, ad esso, si porrà mano. Dal punto di vista turisticoeconomico, la gente si chiede: potrà decollare un porto vicino a quello, anch'esso turistico, di Rosignano che non sa sollevarsi dalla crisi in cui, da tempo, versa?