Per le cerimonie solenni, agli inizi del diciannovesimo secolo il Senato Palermitano commissionò la costruzione di due berline di gala. Le carrozze furono donate al patrimonio del Museo Nazionale dalla giunta municipale nel 1874. E solo nel 1936 tomarono al Museo Etnografo Siciliano Giuseppe Pitrè. Il loro restauro voluto dalla Sovrintendenza e Finanziato coi circa 75 mila euro si inserisce nel più ampio programma che la Sovrintendenza sta curando, una serie di cantieri per ridare luce e lustro alla storia del costume, delle tradizioni, della fede e del folklori in città e in provincia. Attività coordinate dalla sovrintendente Adele Mormino, e seguite dall'ufficio Conoscenza, Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Etnoantropologico. «Siamo stati un po' gli antesignani della valorizzazione della civiltà del fare dice la Mormino. Abbiamo individuato un bene culturale nel patrimonio etnoantropologico e solo oggi l'Italia si muove in questa direzione». La Mormino ritiene che quest'anticipazione dei tempi non sia «casuale, in una terra come la Sicilia, in cui la cui tura del fare si è espressa ad altissimi livelli. In fondo una buona fetta dell'humus culturale proviene dalle civiltà delle classi meno abbienti, è frutto della fatica del lavoro. Ecco perché il legislatore ha reso un riconoscimento normativo. E la sovrintendenza si è adoperala per la loro tutela, con alcuni vincoli specifici». Come la «bottega dell'orologiaio» di Bisacquino, o la collezione dei costumi di Gabriele Arezzo. Tra i progetti della Sovrintendenza, insieme con l'Amap, c'è un censimento delle fontanelle di Palermo. Ma la Mormino cita anche le collezioni di Giovanni Antonio Matera, maestro di pastori del presepe siciliano. Il museo Pitrè di Palermo e quello nazionale di Monaco di Baviera conservano le sue raccolte più significative). «Parallelamente, in ambito religioso, la sovrintendenza si è mossa per valorizzare quei segmenti di storia e tradizione che ruotano attorno alle processioni nelle feste religiose. L'ultimo passo :on fondi della Provincia e progetto della sovrintendenza è l'intervento per valorizzare la Via Crucis di San Mauro Castelverde». L'assessore ai Beni Culturali, Alessandro Pagano, annuncia l'esposizione "Strada facendo", una mostra delle carrozze restaurate che sarà allestita a Villa Napoli dal 5 gennaio prossimo, «l'interesse della Regione verso il patrimonio etnoantropologicosostiene Pacanoè la conferma della nostra ferrea volontà di riscoprire le radici. Non è un caso che il 2005 per i Beni Culturali sarà l'anno della riscoperta dell'identità e della sua proiezione nel futuro». Intanto si è appena concluso il restauro dei gruppi statuari della Settimana Santa a Ciminna. Ultimati pure i lavori di restauro delle Berline di Gala del Senato Palermitano. L'intervento, che è costato 150 mila euro, «ha comportato tre livelli di studio fa notare la responsabile del settore, Maria Elena Volpes ; uno legato alla produzione artigianale del legno, delle stoffe, del metallo, del cuoio; un livello legato all'uso delle carrozze d;i parte dell'aristocrazia; infine un livello correlato alla valenza simbolica. Le carrozze rappresentano un importante aspetto della storia economico-sociale, non solo siciliana, dei secoli XVIII-XIX e vanno inserite nel contesto storico-artistico che ha caratterizzato quel periodo». A metà dell'anno prossimo dovrebbe tornare a splendere la collezione dì abiti e paramenti Ortolani-Bordonaro, con un intervento di 45 mila euro. La consegna dei lavori è avvenuta il 26 agosto scorso, per l'incarico è prevista una durata di trecento giorni. Mentre s è concluso il restauro dell'edicola votiva Pietà alla Caserma Carini, di un lavatoio in via Conte Federico, di un altro a Roccapalumba. Edicole votive sono in arso di restauro a San Mauro Casa Iveide. La Sovrintendenza ha pure chiesto i fondi per restaurare una tela devozionale della chiesa di San Domenico, splendore oscurato dal tempo, per riaccendere il quale sarebbero necessari cinquecentomila euro. Tra i programmi della sovrintendenza c'è anche il restauro della Berlina di gala dei Principi di Butera, cantiere che dovrebbbe impiegare duecento giorni e ottantamila euro di fondi ordinari. Tra i programmi compatibili con Agenda 2000 rientra invece il restauro di tutte le collezioni del museo Pitrè, per cui è stato chiestomi finanziamento di 1.450.000 euro ed è stata già preparata la progettaione esecutiva. La sovrintendenza ha anche chiesto due milioni e mezzo di euro circa per il restauro di tutte le collezioni del museo di Carretto di Terrasini e per il progetto di restauro del Mulino del Principe di Monreale.
Palermo. La città rispolvera le antiche tradizioni
Il Museo Etnografo Siciliano Giuseppe Pitrè di Palermo ha ricevuto due berline di gala donate dal Senato Palermitano nel 1874. Il restauro delle carrozze è stato finanziato con circa 75 mila euro e ha avuto inizio nel 1936. La Sovrintendenza ha coordinato l'attività e ha individuato il patrimonio etnoantropologico come bene culturale. Il restauro è stato voluto dalla Sovrintendenza e ha comportato tre livelli di studio: produzione artigianale, uso delle carrozze e valenza simbolica. Le berline rappresentano un aspetto importante della storia economico-sociale siciliana dei secoli XVIII-XIX.
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