Tra il parcheggio dei Tir alla Fiera e il centro di trasporto intermodale il Mandracchio diventerà sempre più scalo. Ammesso che i pescherecci riescano a traslocare Arrivano il Museo Omero e le grandi mostre Ma ci vogliono 12 milioni per recuperare l'ultima ala E sono un caso l'accesso e la convivenza nello scalo Era il 2005. Si parlava dello specchio d'acqua attorno alla Mole come di un expo della nautica di lusso, fino a fare del Mandracchio la sede fissa dei maxi yacht, con l'appoggio di un centro servizi che si prevedeva potesse sorgere nell'area. Il tutto, una volta che pescherecci e mercato ittico avranno traslocato a Palombella, a fianco del porticciolo turistico. E collegato alla riqualificazione degli Archi e alla pedonalizzazione di corso Garibaldi, come passeggiata per facoltosi turisti. Ovvio. E semplice, ma solo sulla carta. L'isola pedonale effettivamente c'è, anche se non è mai decollata sul serio: mancano ancora arredi e dehors. E il viale di luci che doveva rilanciare il vecchio quartiere dei pescatori non si è mai finito di concretizzare. La piazza dei saperi Il Lazzaretto è ancora alla ricerca di una vocazione, per quanto sempre più conteso e avviato ormai a diventare luogo di cultura e punto di riferimento dei grandi eventi. Piazza dei saperi. Dall'estate dai mille nomi e spettacoli di richiamo alle mostre del Congresso eucaristico. In attesa del completamento del recupero: manca all'appello un'intera ala. E poi c'è la questione-gestione. Il Fondo Mole non basta, specie se sganciato dall'assessorato alla Cultura. Fondazione Marche - che riunisce il gotha dell'imprenditoria - voleva farne la sua Fabbrica delle idee al piano terra, ma gli spazi individuati sono già assegnati. Sì, perché esisterà presto il Museo Omero, che significherà avere il ministero dei Beni culturali all'interno della struttura. Diego Della Valle, entusiasta, è testimonial, pronto a far diventare la Mole un polo mondiale. A partire dalla realizzazione di una delle sezioni dello stesso Museo, quella del design (che affianca i laboratori dei sensi e del suono), che include tre esemplari di vetture di Formula 1. Il Mandracchio sempre più porto Al centro c'è il Comune, cui spetta decidere cosa fare. Far convivere diverse funzioni, decidendo quali. E farle convivere soprattutto nel contesto più ampio del Mandracchio. Che da luogo di servizi e di accoglienza - si pensò anche di realizzarci un hotel - p invece destinato a diventare sempre più area portuale, con il parcheggio Tir che si prevede di realizzare alla ormai ex Fiera e il centro di trasporto intermodale all'ex scalo Marotti, snodo di trasferimento dei Tir e dei container sui treni, diretti dell'interporto. Il primo disegno strategico rischia di naufragare. E del resto il Piano di sviluppo ha previsto scelte anche diverse. Ma non è solo questo. Lo specchio attorno alla Mole, ad esempio. I pescherecci non potranno trasferirsi se prima non si scioglierà il nodo dell'utilizzo del lungomare davanti alla Barducci (entro l'anno si dovranno conoscere gli esiti degli studi sulle linee di frana). Lavorare su quello che c'è A cominciare dagli spazi del Lazzaretto, ad esempio. Mentre si discute di cosa mettere alla Mole, ci sono spazi recuperati e in passato utilizzati, ma al momento chiusi. Sono gli 800 metri quadrati delle sale Leopardi: manca l'uscita di sicurezza, ricavabile con la realizzazione di una scala di cemento. E si può recuperare il magazzino utilizzato al momento dal Teatro Stabile. Sono completati - finanziati da Fondazione Cariverona - i lavori che riguardano l'ala del Museo Omero. Ma c'è ancora un'intera ala da rimettere in sesto, che corrisponde ad un quarto-un quinto del complesso, e che richiede un intervento dagli 8 ai 10 milioni di euro. Cui vanno sommati i fondi necessari ad alcune sistemazioni esterne, per i corridoi, e alla manutenzione ordinaria, di non poco conto visto che si parla di un'isola sull'acqua. Poi andrebbe migliorata l'illuminazione esterna. Problema non secondario, la viabil ità: l'accesso alla Mole non è tra le cose più semplici. E si torna al contesto del Mandracchio. Le poche certezze L'unico punto certo di partenza - al fianco degli attuali spazi espositivi che continueranno a funzionare - è proprio il Museo Omero, che sarà tirato a lucido per l'arrivo del Papa l'11 settembre. Il Museo è statale, si è garantito un finanziamento triennale da parte del ministero - di un milione di euro l'anno - e conta su un sostegno della Regione. Da vedere cosa accadrà dopo il triennio. Un'altra certezza è che la Mole sarà il cuore del Congresso eucaristico, tra mostre e convegni. Già. La nuova Mole conta un auditorium da 420 posti, con tanto di zona catering, che dovrebbe anche rilanciare il turismo congressuale della città. Alla ricerca di fondi Che ne sarà del futuro? Si riuscirà a completare il restauro? Nei mesi scorsi si è detta disponibile Fondazione Cariverona, che tra lavori del primo blocco, arredi e stagione estiva è già intervenuta con circa 7 milioni di euro. Si è pensato ad un finanziamento pluriennale, con l'idea ch il Comune faccia la propria parte, come accaduto nella prima tranche di lavori: Palazzo del Popolo ha messo di suo 6 milioni di euro. Dall'ingresso principale, a sinistra. Due piani principali e soppalchi sono la Mole inutilizzata. Il futuro del Lazzaretto.
Ancona. La Mole sospesa sul porto
Il Mandracchio diventerà sempre più scalo, con il trasferimento dei pescherecci e del mercato ittico a Palombella. Il centro di trasporto intermodale sarà costruito all'ex scalo Marotti. Il Museo Omero sarà completato con un finanziamento triennale del ministero e della Regione. La Mole sarà il cuore del Congresso eucaristico, con un auditorium da 420 posti. Il futuro del Lazzaretto è ancora incerto, con la ricerca di fondi per il restauro e la gestione del progetto. Il Comune e la Fondazione Cariverona hanno già intervenuto con fondi per i lavori. Tuttavia, il progetto rischia di naufragare a causa della gestione del progetto e della mancanza di fondi per il restauro completo.
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